La Cartolibreria di Nadia dal 1981 al servizio delle giovani generazioni di Tor Sapienza

La forza e la flessibilità di un’impresa a conduzione familiare
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 9 Agosto 2012

Generazioni e generazioni di bambini cresciuti in quel di Tor Sapienza sono rimasti incantati, nel corso degli anni, davanti alla vetrina della Cartolibreria di Nadia, in via di Tor Sapienza 89 G, scegliendo il giocattolo da chiedere nella letterina indirizzata a Babbo Natale. Quegli stessi bambini, qualche anno più tardi, con il loro grembiulino, entravano poi in cartolibreria con il loro cedolino in mano per acquistare i primi libri della loro lunghissima carriera scolastica.

Siamo andati perciò da Nadia Martini, la storica titolare della cartolibreria, per intervistarla.

Nadia Martini CartolibreriaSignora Nadia, ci può raccontare la sua avventura tra giocattoli e materiale scolastico.

Ha inizio, in questo negozio, nel 1981. Era un momento diverso da quello in cui viviamo ora. Tutto aveva più calore umano e la gente era felice anche con poco. Ricordo che mettevamo le confezioni, le scatole, al posto dei giocattoli, perché non avevamo ancora abbastanza soldi per acquistare molta merce.

Cosa vi ha spinto a rimanere sulla breccia in tutti questi anni?

Seppur con tante difficoltà e con sacrifici siamo arrivati fin qui resistendo per ben trent’anni. Un grosso aiuto mi è stato dato da mio marito Santino, che faceva il falegname, ma era sempre pronto a darmi una mano in negozio. La nostra è stata una vera impresa a conduzione famigliare, ed anche mio figlio è cresciuto tra queste mura ed adesso collabora con me.

Qual è la ragione del vostro successo?

Soprattutto quella di resistere, nonostante le difficoltà, di ogni tipo, ma sopratutto il piacere di stare a contatto con i bambini e le persone di questo quartiere che in questi anni mi hanno dimostrato il loro immenso affetto. Cerco di ricambiare tutto questo dando il massimo ai clienti, anche attraverso l’aggiornamento continuo, per soddisfare le loro esigenze.

E in questo lavoro la aiuta pure sua nipote…

Sì, anche perché, nel corso degli anni, il cliente si è trasformato, è diventato molto più esigente, più informato, attraverso la pubblicità, ed il mercato offre un’infinità di prodotti di ogni genere. Quindi l’unica soluzione per vincere questa battaglia è quella di essere sempre in prima linea, conoscendo sempre in anticipo quello che fa tendenza e perciò viene venduto.

Qual è stato il vostro rapporto con il quartiere?

A Tor Sapienza mi sono sempre trovata bene. Di fatto è un paese dove tutti si conoscono; anche se ultimamente è cambiato con l’arrivo di diverse comunità straniere, ma rimane comunque un buon quartiere e non ci sono contrasti etnici.

Cosa manca nel quartiere?

Purtroppo subiamo la mancanza di strutture per ragazzi; è presente solo un centro anziani e il parco è diventato un cantiere a cielo aperto da tempo.

Cosa desidera per Tor Sapienza?

Il mio sogno sarebbe quello di creare un posto dedicato ai ragazzi dove poter raccogliere dei libri e raccontare delle storie. Questo manca molto ai bambini di adesso visto che i genitori e nonni non dedicano loro più tempo ma si limitano spesso a comprare loro solo qualche gioco e a lasciarli poi davanti alla televisione.


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