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La ciclabile interrotta della Togliatti. “Non può salire sulle rampe”

Il Presidente dell'Atac conferma i limiti del progetto, ammettendo che erano ben noti

Il 31 gennaio 2007 il consigliere del V municipio Marco Picozza ha presentato un’interrogazione, a risposta scritta, sulla pista ciclabile di via Palmiro Togliatti, che si interrompe all’altezza del cavalcaferrovia sulla Tav Roma-Napoli e agli attraversamenti in prossimità dell’incrocio di viale Togliatti con via E. Franceschini – via Sacco e Vanzetti e dell’incrocio con via B. Bardanzellu – via F. Santi.

Abbiamo chiesto al Consigliere Picozza se ha ottenuto risposte.

“I responsabili avevano 30 giorni per farlo e nei tempi lo hanno fatto.
Purtroppo il problema del cavalcaferrovia risulta essere insormontabile.”

Cioè?

“Il presidente dell’Atac Fulvio Vento nella risposta protocollata il 15 febbraio 2007 spiega che la pista è stata inserita quando già era stata bandita la gara di appalto e, per non perdere la possibilità di inserire una pista ciclabile che ‘avrebbe’ unito 3 municipi, è stato deciso di ‘inserire le tratte ciclabili di cui si erano trovate le migliori soluzioni progettali possibili, pur sapendo che la particolare ed esigua geometria delle rampe non avrebbe, all’epoca della progettazione, consentito l’inserimento della pista, tanto meno il passaggio sotto le rampe a causa dell’ingombro del cantiere FFSS adiacente la ferrovia’.”

Quindi un po’ come fare delle tratte ferroviarie scollegate tra loro in attesa poi di futuri lavori di ricongiungimento. Potrebbe essere anche un buon metodo per fare le cose anziché no, però è scorretto vantarsi per anni di avere creato una pista ciclabile di 9 km quando “ben si sapevano questi limiti” (non lo dico io, ma il presidente Atac al termine della lettera).

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