Le proposte di Alleanza Nazionale per affrontare l’emergenza Rom a Roma

A margine dello sgombero del campo di Tor Vergata le dichiarazioni di Guidi e Malcotti. Roma come Milano, patto di legalità e sicurezza
Riceviamo e pubblichiamo - 6 Marzo 2007

“Registriamo come dato positivo lo smantellamento dell’insediamento abusivo di Tor Vergata del 5 marzo, tuttavia rimane preoccupante la totale incoscienza dell’amministrazione di centrosinistra nel non dotare ancora Roma di un piano certo ed efficace per arginare l’incontrollabile fenomeno degli insediamenti abusivi”. E’ quanto dichiarano il 5 marzo Federico Guidi e Luca Malcotti consiglieri comunali di An.

“L’operazione di questa mattina non risolve affatto il problema degli insediamenti abusivi, e questi sporadici tentativi da parte del centrosinistra di ripristinare la legalità sul territorio romano non approdano a nulla, se dietro ad ogni singola azione non c’è una programmazione. – aggiungono Guidi e Malcotti – Se fossi nei panni del sindaco Veltroni non canterei vittoria tanto facilmente, visto che ogni volta che si mette una toppa all’illegalità in questa città, in un’altra zona è pronta ad aprirsi subito un’altra preoccupante falla.
Sarebbe bene che il Sindaco, prima che avvenga la preannunciata marcia su Roma dell’illegalità degli oltre 300 mila rom provenienti dalla Romania e Bulgaria, corresse ai ripari magari dotando la città di un patto di legalità e sicurezza, così come è avvenuto già da qualche mese per la città di Milano. In primis, il comune dovrebbe prevedere un Piano Regolatore Urbanistico studiato per la ‘delocazione’ dei campi nomadi fuori dal Gra, nonché la costituzione di una task force per
contenere la diffusione incontrollata degli insediamenti abusivi.
Invece per la messa a norma degli attuali e futuri campi dovrebbe stipulare un patto di legalità con i capifamiglia rom, affinché vengano rispettate le condizioni igienico sanitarie e la qualità della vita negli insediamenti legalizzati.”
“E ancora, tutti i campi andrebbero dotati di un presidio sociale e delle forze dell’ordine – concludono Guidi e Malcotti – inoltre, tutti i rom, dovrebbero possedere un badge di riconoscimento volto a regolarizzare le presenze reali nel campo, oltre a dimostrare di seguire le regole sottoscritte, e cioè: non mendicare, non procurare danni al campo stesso e non incorrere in altri tipi di illegalità. Chi dovesse trasgredire tali regole dovrà abbandonare immediatamente il campo gestito dal comune”.


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