

Paola Senesi lascia corso Trieste dopo nove anni difficili. Staffetta al Gullace tra le proteste delle famiglie, cambiano guida anche il Tasso e il Plinio
Un terremoto burocratico dietro le cattedre più importanti della Capitale. Dal prossimo settembre, la campanella del nuovo anno scolastico suonerà accompagnata da una vera e propria rivoluzione ai vertici delle scuole superiori romane.
Il decreto sui trasferimenti e sulla mobilità dei presidi, appena pubblicato dall’Ufficio scolastico regionale, ridisegna la mappa del potere educativo nei licei storici e nei grandi istituti comprensivi della città.
Un valzer di poltrone pesante, che in alcuni casi mette la parola fine a stagioni segnate da feroci tensioni interne, cronache giudiziarie e occupazioni.
Il cambio della guardia più clamoroso si consuma nel cuore del quartiere Trieste. Dopo nove anni trascorsi in prima linea, la dirigente Paola Senesi si appresta a svuotare i cassetti del liceo classico Giulio Cesare.
La circolare dell’Usr la destina a un altro incarico nel II Municipio: da settembre guiderà l’Istituto comprensivo “Falcone e Borsellino” di via Giovanni da Procida. Al momento, la sedia di corso Trieste resta ufficialmente senza un nome, in attesa che i funzionari ministeriali sciolgano le riserve sul successore.
Chiunque prenderà il suo posto erediterà una scuola reduce da uno degli anni più drammatici e convulsi della sua storia recente.
Il Giulio Cesare è finito sotto i riflettori delle cronache nazionali per il ritrovamento, nei bagni della scuola, di una squallida “lista stupri” contenente i nomi di diverse studentesse vittime di pesanti insulti sessisti, episodio che ha fatto scattare un’indagine della Procura di Roma.
Mesi caldissimi, segnati dall’occupazione del plesso, da un secondo elenco mirato a colpire due docenti, da atti vandalici e dalle scritte minacciose apparse sui muri proprio contro la Senesi.
Nonostante un addio ampiamente previsto, il corpo docente, il personale Ata e la segreteria hanno voluto firmare una lettera congiunta per ringraziare la preside per la fermezza e la dedizione dimostrate nel tenere unita la comunità scolastica durante la bufera.
Non meno tormentato il copione scritto al liceo scientifico Teresa Gullace, fortino scolastico di Cinecittà. Qui finisce bruscamente la gestione di Rosanna Labalestra: la poltrona di comando passerà a Linda L’Amante, che rientra nella Capitale grazie alle graduatorie della mobilità interregionale.
La decisione ha subito riacceso le polveri delle polemiche nel quartiere. La Labalestra, infatti, aveva preso le redini dell’istituto in un momento critico, all’indomani del doppio incendio doloso che nell’ottobre 2024 aveva devastato la succursale.
Era stata lei ad accompagnare studenti e famiglie nel tunnel dei doppi turni pomeridiani fino alla parziale riapertura dei locali lo scorso gennaio, firmata dai tecnici della Città Metropolitana.
La scelta dell’Usr di non confermarla ha sollevato la rabbia di professori e genitori, sfociata in sit-in di protesta e lettere aperte rimaste però lettera morta davanti ai palazzi della burocrazia scolastica.
La scossa di fine anno non risparmia le scuole medie ed elementari. All’Istituto comprensivo di via Anagni si chiude un’era: la storica preside Maura Frasca saluta la compagnia per godersi la pensione, festeggiata da una maxifesta a sorpresa organizzata nel cortile da colleghi e alunni.
Il suo testimone passerà a Rosanna Pulicati. Volti nuovi in arrivo anche all’Ic Piaget-Majorana, affidato a Daniela Librandi, e all’Ic Largo Dino Buzzati, dove prenderà possesso dell’ufficio Paola Cortellessa. I giochi sono fatti, per i nuovi manager della scuola romana la sfida comincia adesso.
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