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“Lili Marleen”, un inno contro la guerra

La vera storia di una canzone divenuta famosa degli anni della Seconda Guerra Mondiale

“Tutte le sere sotto quel fanal / davanti alla caserma ti stavo ad aspettar/ Anche stasera ti aspetterò / e tutto il mondo con te scorderò, Lili Marlen// (strofa iniziale della versione italiana di Lili Marleen, intitolata “Con te Lili Marleen”)

Nel 1938 la cantante tedesca Lale Andersen interpreta, per la prima volta, “Lilì Marleen” la canzone che fece sognare un’intera generazione in guerra, la seconda mondiale, e che ottenne un successo internazionale quando fu mandata in onda, nel 1941, dalla Soldatensender Belgrad, la Stazione Radio delle Forze Armate tedesche di occupazione della Iugoslavia, che trasmetteva da Belgrado. Il brano divenne, da subito, popolarissimo fra le truppe tedesche al fronte e presto lo divenne in tutta Europa, spopolando anche tra i militari che combattevano contro i tedeschi.  

“Davanti al cancello della caserma si ergeva una lanterna / Si trova ancora lì. / Se volessimo, potremmo ritrovarci ancora, / per stare vicino alla lanterna, / come una volta, Lili Marleen”. //. Così scriveva Hans Leip nella “Canzone di una giovane sentinella” (“Lied eines jungen Wachtpostens”) la poesia dedicata alla sua ragazza, che darà origine a quella che è stata la canzone più famosa e conosciuta della Seconda guerra mondiale, “Lili Marleen”. 

Quando Leip scrisse i suoi versi più famosi, però, era il 1915, era da un anno scoppiata un’altra guerra mondiale, la Prima. Hans era un giovane poeta, arruolato nell’Esercito austriaco, in procinto di partire per i Carpazi, sul Fronte russo. Pensava alla ragazza che avrebbe salutato prima di partire, Lili, la figlia di un ortolano, ma anche a Marleen, una giovane infermiera che era stata la fiamma di un suo commilitone. Ripensava alle loro figure che nella sua testa e nel suo cuore si (con)fondevano, sotto la luce di quel lampione, piazzato davanti alla Caserma. Hans avrebbe ritardato a rispondere al richiamo del posto di guardia per rubare ancora un bacio d’addio alla sua Lili. Avrebbe voluto partire con lei, con Lili Marleen. 

Nota: in realtà, riguardo la dedica della poesia, c’è un’altra versione, secondo la quale l’Autore avrebbe dedicato quei versi ad una nipote di Sigmund Freud, Lilly, della quale si era invaghito. La ragazza, poi, avrebbe sposato il regista Arnold Marlé e sarebbe così diventata Lilly Marlé. Se le cose stessero veramente così, la canzone tedesca più famosa al tempo del nazismo sarebbe stata ispirata da una ebrea. Ipotesi suggestiva, non c’è dubbio, ma forse un po’ troppo fantasiosa, anche se pare accertato che Leip conobbe effettivamente Lilly Freud.

Hans Leip sopravvisse alla guerra e la sua “Canzone di una giovane sentinella” venne pubblicata in Die Harporgel, L’arpa, una Raccolta di poesie dai toni non militareschi. In effetti si trattava di versi che nulla avevano a che fare con la guerra che il suo autore in quegli anni, come milioni di altri giovani nel mondo, stava combattendo e che – dopo cinque lunghi e cruenti anni –  avrebbe causato, è solo una stima approssimata forse per difetto, 32 milioni di morti e 20 milioni di feriti.

Dopo 22 anni da quel 1915, in Germania, una famosa cantante, Lale Andersen (al secolo Lieselotte Bunnenberg), riscopre quei versi, se ne innamora, e propone ad un suo amico musicista e compositore di marce militari e propagandistiche, Norbert Schultze, di musicarla. Schultze rispolvera allora un vecchio motivo musicale che aveva composto per la pubblicità radiofonica di un detersivo, che diverrà noto anche da noi, il Chlorodont. 

Schultze cambia alcune parole del testo e cambia anche il titolo: non più Canzone di una giovane sentinella, ma il più breve ed orecchiabile Lili Marleen (la sentinella innamorata è retrocessa nel sottotitolo). E così nasce una canzone che sarebbe diventata famosissima in tutto il mondo e che ancora oggi è spesso la colonna sonora delle rievocazioni, anche storiche, di quegli anni. 

Nota: Norbert Schultze, come ho scritto in precedenza, era un compositore di regime autore di marce militari e marcette propagandistiche dai titoli che non lasciavano dubbi su come la pensasse: “Bombe sull’Inghilterra”, “I panzer conquistano l’Africa”, “Dalla Finlandia al Mar Nero” che gli costarono, dopo la guerra, parecchi anni di interdizione professionale, nonché il sequestro dei diritti d’autore per il suo brano più famoso, Lili Marleen appunto.

La Andersen canta Lili Marleen nei Locali di Berlino e di Monaco dove si esibisce, ma la canzone non ha il successo sperato: è troppo languida e triste. Ciò non ostante la cantante nel 1939 – quasi allo scoppio del Secondo conflitto mondiale – la incide in un 78 giri, per la Casa discografica Electrola. Il disco non piace nemmeno ai critici musicali e vivacchia nei negozi, fino al 18 Agosto del 1941, come vedremo, un giorno particolare per la creazione poetica di Leip e la trasposizione musicale di Schultze. 

Tra chi non apprezzava affatto quella canzone, c’era anche qualcun altro, era uno che contava parecchio. Si trattava di Joseph Goebbels, il Ministro nazista della Propaganda, che in quel tempo pervaso, in Germania ma anche da noi, di un pesante spirito militarista e guerrafondaio, la trovava disfattista. Goebbels pensava che quei versi sdolcinati avrebbero infiacchito l’ardore bellicista del popolo tedesco che doveva combattere per il “Reich Millenario” (che – come si sa – durò però solo dodici anni) e dunque non era per lui affatto produttivo che più che a combattere il soldato tedesco pensasse alla sua bella Lili Marleen e a come conquistarsi un altro suo bacio, alla faccia della chiamata alle armi del regime nazista. Per questi motivi, Goebbels vietò la trasmissione della canzone della Andersen in tutte le Reti radiofoniche del Paese.

Ma, nonostante il divieto, i tedeschi – e in particolare i soldati – continuavano a cantarla. E così, Il 18 Agosto 1941, in Jugoslavia, la Stazione Radio Soldatensender Belgrad, che raggiungeva le truppe tedesche sparse in tutta Europa, nell’Unione Sovietica appena invasa (21 Giugno 1941) e in nord Africa, eluse il divieto e la trasmise. La Radio aveva un Direttore, Karl-Heinz Reintgen, e un Caporedattore artistico, cui spettava il compito di scegliere i brani da mandare in onda, brani tratti dal Catalogo musicale messo a disposizione dalla Reichs-Rundfunk-Gesellschaft (RRG) l’Ente statale che raggruppava tutte le Reti radiofoniche del Reich, in quel catalogo, ovviamente, la canzone delle Andersen non figurava. 

Ma qui entra in gioco il fato (dal latino “fatum” = “destino” =  “qualcosa deciso in precedenza e al quale nessuno dei viventi si può sottrarre” [dal Dizionario Treccani della Lingua Italiana]). Infatti, un giorno di Agosto, arriva un pacchetto da un amico che prestava servizio nell’Afrika Korps del Feldmaresciallo Erwin Rommel. Dentro c’è un disco e una raccomandazione: trasmettete questa canzone perché ai soldati, qui da noi, piace moltissimo. Reintgen decide di trasmetterla e la canzone della Andersen riscuote, da subito, un successo tale tra i soldati tedeschi che viene inserita nel programma musicale fisso della Radio.

E fu così che Lili Marleen divenne la sigla di chiusura delle trasmissioni di quella Stazione Radio militare: da quel 18 Agosto, tutti i giorni, alle 21:55, sei milioni di soldati e di civili tedeschi ascoltavano la voce di Lale Anderden, riconoscendosi nei versi del giovane poeta-soldato Hans Leip. La popolarità raggiunta dalla canzone tra i soldati e anche il fatto che piacesse a Rommel fece si che Goebbels, alla fine, ritirasse il divieto alla trasmissione del brano musicale che aveva giudicato pericolosamente disfattista.

Dunque, una canzone era stata l’oggetto di uno scontro tra due pezzi da 90 del regime nazista. La partita, iniziata tra i due quel 18 Agosto del 1941, fu “vinta” però dal Ministro della Propaganda nazista che per il suo trionfo dovette attendere solo tre anni. Infatti, il 14 Ottobre del 1944, il Feldmaresciallo Erwin Rommel fu indotto al suicidio per avere partecipato al complotto militare organizzato contro Hitler, noto alla Storia come “Operazione Valchiria”. Al militare tedesco eroe di guerra, a cui la canzone del, soldato innamorato di Lili Marleeen piaceva molto, verranno tributati, dal regime hitleriano funerali di Stato.

Nota: qui Lale Andersen canta “Lili Marleen: https://youtu.be/XV9LGEU1j5M?t=24

Intanto la canzone della Andersen – che era stata captata anche dalle Stazioni Radio alleate – venne trasmessa anche su quelle frequenze e divenne, di fatto, patrimonio di tutti i combattenti di quella guerra e per certi versi un inno antimilitarista, raggiungendo Francia, Polonia, Italia, Russia, Egitto e Libia, venendo tradotta in moltissime lingue. John Jordan Phillips e Tommie Connor, nel 1944, scrissero la versione inglese, la più famosa, cantata da Vera Lynn. La versione italiana venne scritta da Nino Rastelli e interpretata da Tina Termini.

Nota: qui Lina Termini canta la versione italiana di Lili Marleen, intitolata Con te Lili Marleen:

https://youtu.be/yck9khp2THU

Lili Marleen, però, rimaneva pur sempre una canzone tedesca, scritta e celebrata dal nemico che aveva messo il mondo in ginocchio. A cancellare quest’onta fu una donna, nata a Berlino, ma che si era trasferita negli Stati Uniti, dove era diventata un’amatissima diva del cinema, che si era sempre dichiarata fieramente tedesca, ma mai nazista e che della protagonista della canzone era quasi omonima: Marlene Dietrich (1901-1992) pseudonimo di Marie Magdalene Dietrich. Tutti all’epoca erano a conoscenza del suo impegno per contribuire allo sforzo bellico e alle raccolte fondi per aiutare la Croce Rossa, ma anche per l’aiuto che la Dietrich aveva dato ai rifugiati ebrei e del suo avere, più volte, rinnegato l’ideologia nazista e rifiutato le avances di Goebbels, che la avrebbe voluta proclamare “la diva ariana per eccellenza”. 

La Dietrich si esibiva in spettacoli per le truppe al fronte e Lili Marleen, era, ovviamente, il pezzo forte delle sue performance artistiche.

Nota: qui Marlene Dietrich canta Lili Marleen: https://youtu.be/7heXZPl2hik

Dopo la fine della guerra Lili Marleen è entrata nella cultura popolare. Nel corso degli anni il suo testo viene ancora tradotto e cantato in numerosissime lingue. La canzone viene citata all’interno di racconti e film. Nel 1961, fu la stessa Dietrich a parlarle, nel film di Stanley Kramer “Vincitori E Vinti.” La canzone non poteva mancare neanche nelle strisce a fumetti di Bonvi, le famosissime Sturmtruppen, parodia della vita al fronte dell’esercito nazista.

Nota finale: come ho più volte ricordato, Lili Marleen è stata tradotta in quasi tutte le lingue, ha ispirato diversi film – tra i quali quello bellissimo, del 1980, di Rainer Werner Fassbinder con Hanna Schygulla che porta come titolo quello della canzone – e qualche Opera teatrale; è stata cantata dagli artisti più famosi: in Italia Milva ne ha dato, forse, l’interpretazione più intensa. E’ stata anche inserita in un Sito di canzoni d’amore contro la guerra. Un po’azzardato, forse, ma in fondo giusto per una canzone che ha contribuito a fare la Storia.


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