

La Capitale vola oltre i primati del Giubileo 2025, ma il boom di locazioni turistiche cancella l'anima dei rioni storici. Dal palco di Federturismo il sindaco chiede poteri speciali
Un motore economico che gira a pieno regime, ma i cui fumi rischiano di asfissiare la vita quotidiana dei residenti. La Capitale d’Italia continua a registrare indici di affluenza da primato, consolidando una filiera dell’ospitalità che si attesta tra le principali voci di ricchezza del PIL cittadino.
Eppure, dietro la sfilata di cifre entusiasmanti e l’impennata degli investimenti immobiliari, si nascondono gli squilibri di una metropoli che fatica a governare gli effetti collaterali della propria attrattività.
In cima alle criticità c’è la proliferazione incontrollata dei canali di locazione temporanea, un fattore che sta accelerando la metamorfosi e lo spopolamento dei rioni storici del centro.
Su questo crinale delicatissimo si consuma l’ultimo braccio di ferro istituzionale tra il Campidoglio e l’esecutivo. L’occasione per l’affondo del sindaco Roberto Gualtieri è stata l’assemblea nazionale di Federturismo Confindustria, ospitata nella cornice del Maxxi.
Di fronte alla platea degli industriali del settore, il primo cittadino ha tracciato il bilancio di salute del comparto romano, rilanciando però con forza la necessità di ottenere dal Governo strumenti giuridici e normativi stringenti per regolamentare la galassia dell’extralberghiero.
La fotografia del momento mostra una città che capitalizza al massimo la spinta promozionale delle celebrazioni dell’Anno Santo del 2025.
I primi mesi del 2026 confermano che la parabola ascensionale non si è interrotta: i pernottamenti aumentano e i flussi finanziari generati dai visitatori d’oltreconfine hanno raggiunto picchi senza precedenti.
Si tratta di un macro-settore che oggi assicura lo stipendio a decine di migliaia di addetti nell’area metropolitana e che continua a catalizzare capitali esteri.

La geografia della ricettività romana sta cambiando pelle. Accanto all’esplosione delle piattaforme digitali, si registra un forte dinamismo dell’hotellerie tradizionale, con l’apertura di numerose strutture di fascia alta che riposizionano Roma sui mercati internazionali del lusso.
L’obiettivo strategico esplicitato dall’amministrazione comunale resta la transizione verso un sistema turistico ad alta sostenibilità, capace di allentare la pressione antropica sul centro monumentale. Le linee programmatiche del Campidoglio si muovono su tre direttrici principali:
Policentrismo Culturale: Spostare i flussi verso mete alternative e periferiche, valorizzando il patrimonio storico e archeologico meno noto.
Valorizzazione del Mare: Rilanciare il polo turistico del litorale romano attraverso investimenti infrastrutturali e manifestazioni dedicate.
Destagionalizzazione: Strutturare un’offerta culturale e di eventi capace di spalmare gli arrivi lungo l’arco di tutti i dodici mesi, evitando i picchi di congestione stagionale.
Il vero terreno di scontro politico rimane però la gestione dei contratti di locazione a breve termine. Secondo l’analisi di Gualtieri, la diffusione del fenomeno ha ormai valicato i confini della sostenibilità urbana all’interno delle Mura Aureliane.
La tesi del sindaco è che l’addio forzato degli abitanti storici stia snaturando l’identità sociale della città: dove le case vengono destinate stabilmente ai turisti, svaniscono i servizi di prossimità per le famiglie, abbassano le serrande le botteghe tradizionali e si dissolve l’autenticità del tessuto sociale romano.
Il Campidoglio precisa di non voler avviare una crociata ideologica contro l’extralberghiero, di cui si riconosce l’utilità nel democratizzare i viaggi e nel garantire integrazioni di reddito per molti piccoli proprietari.
L’esigenza sollevata è invece quella di porre dei tetti alla densità ricettiva per preservare la convivenza tra chi a Roma ci vive e chi la visita.
Le richieste ufficiali avanzate al Governo si concentrano su due pilastri: una più ampia discrezionalità nell’articolazione della tassa di soggiorno per calibrarne le tariffe sulle reali necessità della città, e una legge quadro sugli affitti brevi che ricalchi i modelli restrittivi già adottati dalle principali metropoli dell’Unione Europea.
A raccogliere la sfida, pur con forte diplomazia, è stato il neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi. L’esponente del Governo non ha chiuso le porte alle istanze del sindaco, ma ha predicato prudenza.
Trattandosi di un comparto economico strutturato e in continua ascesa, l’orientamento dei ministeri è quello di aprire un tavolo di concertazione allargato a tutti gli attori della filiera prima di varare interventi di limitazione del mercato. La partita regolamentare per il futuro urbanistico di Roma è appena cominciata.
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