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Luneur, la storia infinita

Il consigliere regionale, Michele Baldi: "La data è ben lontana dall’esser rispettata”

La storia infinita. Potrebbe essere questo il titolo della vicenda Luneur, il primo lunapark ad essere costruito in Italia e che ormai chiuso dall’aprile 2008. Il parco giochi – vero simbolo dell’Eur e di Roma – doveva essere riaperto alla fine di maggio 2016, e i lavori sarebbero dovuti terminare il 31 marzo scorso. Ma come denuncia Michele Baldi, capogruppo della lista civica Zingaretti in Consiglio regionale, “La data è ben lontana dall’esser rispettata”. A riportare l’attacco di Baldi è Il Messaggero.

ruota panoramica eurI lavori prevedono la realizzazione di 34 strutture, realizzate prevalentemente pensando ai bambini. “Vogliamo farne un luogo magico, pensato per le famiglie e per le scuole. Con nuovi contenuti, legati al mondo del verde, dei dinosauri e del circo”, aveva dichiarato a febbraio Filippo Chiusano, ad dell’ente. Al fianco di strutture storiche, tra le quali svettano la ruota panoramica e il Bruco mela, saranno presenti anche settori completamente nuovi.

I nuovi contenuti saranno divisi in due filoni: “uno fruibile sabato e domenica dai bambini con i genitori – spiegava Chiusano – e un secondo dedicato alle scuole a partire dal prossimo anno scolastico durante la settimana”. Ma ad oggi – come è possibile osservare anche solo passando intorno al parco giochi – i lavori sembrano essere ancora in alto mare. Ovunque terra e detriti, e nessun indizio che lasci pensare ad una prossima inaugurazione.

Eur Spa targaCome se non bastasse, intorno alla vicenda Luneur è stata da poco aperta un’inchiesta che ha toccato i vertici di Eur Spa, proprietaria dell’area. La magistratura vuole vederci chiaro sulle decisioni prese dall’ente, che nel 2007 decise di non rinnovare la concessione per il parco giochi.

Secondo Baldi “dai responsabili di Eur Spa sono arrivate solo promesse mai mantenute”, e ancora “questa vicenda del parco è nata storta dall’inizio, da quando i cittadini romani si son visti sottrarre uno dei simboli di questa città e gli operatori sono stati messi in mezzo a una strada”. A sostenere tesi simili è Saverio Pedrazzini, leader dell’associazione giostrai, che da quel lontano 2007 ha intrapreso una lotta contro le decisioni dei vertici di Eur Spa.

Ma – al netto di battaglie dei lavoratori ed inchieste della Magistratura – il Luneur resta ancora incompleto e chiuso, a dispetto di un quadrante della città che stenta a risollevarsi.


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