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Max Pezzali celebra “Gli anni d’oro” allo Stadio Olimpico

In 75mila persone hanno festeggiato con entusiasmo l'evento

In questo ultimo anno ho risposto molte volte a una domanda: “Cosa è successo il 14 novembre?“. “Quel 14 novembre” , oltre ad essere il mio primo romanzo breve, rappresenta una data in particolare, il giorno del compleanno del mio cantante del cuore: Max Pezzali.

È stato emozionante vedere che a concordare con la mia scelta, lo scorso martedì 23 giugno 2026, sono state ben 75mila persone che hanno riempito lo Stadio Olimpico di Roma.

Una marea umana che ha celebrato una parte della carriera trentennale di Pezzali, quegli che sono diventati gli “anni d’oro” ovvero gli anni ’90.

Lo show si apre, infatti, con la celebrazione di un programma cult per la generazione Millenial, il “Festivalbar” ribattezzato per l’occasione “FestilvalMax”. Sul palco appaiono cimeli come il walkman, il floppy disk, un vecchio cellulare e una console per videogiochi.

Quando Max arriva sul palco cantando la sua “Tieni il tempo”, la folla si è scatenata dando vita quasi a un rito collettivo che ha visto prendersi per mano genitori e figli.

Si perché, la cosa che colpisce è la presenza di bambini che non hanno vissuto quel momento storico, ma si sentono perfettamente a loro agio chiedendo ai grandi di raccontargli cosa succedeva in quel periodo oggi tanto rimpianto.

La meraviglia si compie quando arriva il momento delle ballad più famose del cantante pavese, lo Stadio Olimpico si illumina delle torce degli smartphone, la versione 2.0 degli accendini.

Sulle note di “Come mai”, coppie si promettono amore eterno e qualcuno si inginocchia per fare la classica proposta di matrimonio.

Insomma, al concerto di Max Pezzali c’è posto per tutti e nessuno si sente escluso dallo show. Tanti anche gli amici e colleghi presenti per celebrare Pezzali, da Fiorello a Laura Pausini.

Da fan ormai con qualche capello bianco,  posso affermare che Max Pezzali riesce usando parole semplici a raccontare spaccati di vita quotidiana. Questo fa sì che tutti, almeno una volta, si siano sentiti parte di una sua canzone.

Poi, Max ha la qualità di essere umile e questo gli permette di non sentirsi mai un idolo inarrivabile.

Questo permette al pubblico di percepirlo vicino, quasi come un amico che ti vuole dare un consiglio perché quell’esperienza l’ha vissuta prima lui.

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