Medici su Villa delle Vignacce: più rispetto per la Roma archeologica della periferia

Ci chiediamo - afferma il presidente del X - come mai, pur nella ristrettezza economica, ci sia sempre disponibilità per i siti centrali, mentre è impossibile la valorizzazione archeologica in periferia
Enzo Luciani - 20 Novembre 2007

Il Presidente del X municipio Sandro Medici in un comunicato stampa ha fatto il punto sulla Villa delle Vignacce: "Marmi, mosaici, statue e capitelli, ambienti termali, sale e triclinii, frammenti di trabeazioni raffinatissime. E chissà cos’altro ancora. Questo straordinario patrimonio del I secolo dopo Cristo rischia tristemente di essere di nuovo sepolto dalla polvere della storia. Una storia tuttavia contemporanea, che per scelta decide di rinunciare a uno dei siti archeologici più suggestivi della nostra città.

Sto parlando della Villa delle Vignacce, nel parco degli Acquedotti: che verrà di nuovo reinterrata se non si renderanno disponibili adeguate risorse per completare lo scavo e per allestire un sistema di protezione, e così offrirla alla fruizione pubblica. Il nostro Municipio che ha più volte lanciato l’allarme non si rassegna a un destino di abbandono della Villa; e temo che non renderà possibile il suo interramento.

Il sovrintendente La Rocca sostiene che “l’accordo era quello di interrarla”. Non sappiamo di che accordo parli, ma di sicuro non ci ha visto partecipi. Già nel passato si erano verificati analoghi episodi: ben tre ville romane ritrovate lungo il Viale Palmiro Togliatti sono state successivamente reinterrate per mancanza di fondi.

Ci chiediamo – conclude Medici – come mai, pur nella ristrettezza economica, ci sia sempre disponibilità per intervenire nell’area dei Fori o di altri siti centrali, mentre nel caso della valorizzazione archeologica in periferia, ciò sia impossibile. Il patrimonio archeologico romano è uno e unitario, solo una lettura geograficamente settaria lo rende monco e parziale".


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