Monteverde, ciclabile sul marciapiede a via Virginia Agnelli, esplode la rivolta dei residenti: «è un pericolo»

I cittadini denunciano il rischio investimenti per anziani e pedoni all'uscita dei palazzi

Doveva essere l’ennesimo fiore all’occhiello della mobilità dolce e sostenibile nel quadrante sud-ovest della Capitale, ma si sta trasformando in un clamoroso boomerang per il Campidoglio e le istituzioni locali.

A Monteverde, la nuova pista ciclabile di via Virginia Agnelli è finita al centro di una durissima contestazione da parte dei residenti, infuriati per una scelta progettuale giudicata bizzarra e, soprattutto, pericolosa: il percorso per le biciclette è stato infatti disegnato direttamente sopra il marciapiede, a pochissimi centimetri dai portoni d’ingresso dei condomini.

La protesta, rimbalzata violentemente sui gruppi social di quartiere, ha rotto gli argini della discussione rionale per diventare un vero e proprio caso politico nel Municipio XII.

Le foto del tracciato, caratterizzato da una striscia di asfalto che taglia a metà lo spazio tradizionalmente riservato ai pedoni, hanno sollevato un’ondata di perplessità sull’effettiva sicurezza dell’opera.

Uscire di casa e schivare le bici: l’incubo dei residenti

Il dito è puntato contro la convivenza forzata tra chi cammina a piedi e chi viaggia sulle due ruote. Secondo i comitati di quartiere, la vicinanza della pista agli accessi privati rischia di innescare incidenti a catena, in particolare a danno delle fasce più fragili della popolazione.

La denuncia dei cittadini: «È assurdo pensare che uscendo dal portone di casa ci si possa ritrovare immediatamente travolti da una bicicletta o da un monopattino elettrico – lamentano i residenti –. Gli spazi per i pedoni sono stati drasticamente ridotti e per gli anziani o le persone con mobilità ridotta ogni uscita diventerà un percorso a ostacoli».

Sulla vicenda ha preso posizione anche il movimento politico Agisci Italia, che contesta l’impatto dell’infrastruttura sul tessuto urbano, denunciando come l’intervento abbia alterato il delicato equilibrio tra lo spazio pubblico e la proprietà privata, senza una reale integrazione con le reali esigenze della viabilità di zona.

La replica della giunta: «Cantiere aperto, arriveranno i dissuasori»

Dall’altro lato della barricata, la presidenza del Municipio XII respinge le accuse di superficialità e difende l’impianto complessivo del progetto. Dal parlamentino di via Fabiola spiegano che la realizzazione della ciclabile sul marciapiede si è resa necessaria a causa degli spazi ridotti della carreggiata stradale e che la formula utilizzata è quella del “tracciato promiscuo”, un modello già previsto dai piani della mobilità capitolina e ampiamente collaudato in altre zone d’Europa e d’Italia.

La giunta municipale invita inoltre alla calma, ricordando che i lavori non sono ancora ultimati e che l’opera visibile oggi è solo parziale. Per garantire la sicurezza dei residenti e disciplinare il flusso dei ciclisti, nei prossimi giorni verranno completati gli interventi di finitura.

Oltre alla segnaletica orizzontale e verticale, sul tavolo ci sono soluzioni specifiche per mitigare i rischi: in prossimità dei portoni condominiali più esposti verranno infatti posizionati dei sistemi di rallentamento ottico, studiati appositamente per costringere le biciclette a decelerare nei punti critici.

Nel frattempo, per allentare la pressione sul quartiere, è stato parzialmente riaperto uno dei marciapiedi storici, restituendo un po’ di respiro ai passanti.

Il braccio di ferro sulla convivenza tra mobilità green e vita quotidiana, a Monteverde, resta aperto.

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