Nessun rifiuto tossico nel cantiere dell’Arco di Travertino

Rassicurazioni al IX Municipio da parte del presidente dell’Atac Fulvio Vento
di Alvaro Colombi - 15 Dicembre 2007

E’ lo stesso Fulvio Vento, presidente di Atac S.p.A., con una nota indirizzata al IX Municipio, ad escludere la nocività dei rifiuti rinvenuti nel corso dei lavori di scavo nel cantiere dell’Arco di Travertino.

Nel comunicato si legge che “quanto paventato non ha trovato alcun riscontro nelle analisi svolte sulle terre del cantiere del parcheggio”. Che, anzi, lo stesso materiale esaminato, secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti, viene classificato come “terre e rocce”.

“Successivi test – continua il comunicato – effettuati simulando il comportamento del rifiuto all’esposizione della pioggia, hanno permesso di sgomberare ogni residuo dubbio. Si tratta di materiali da conferire in discarica, in parte per inerti, in parte per rifiuti speciali non pericolosi”.

La presidenza Atac ha precisato inoltre che le analisi sono state effettuate da un laboratorio autorizzato e che “tutto ciò non ha comportato, come si è temuto, alcun fermo dei lavori, escludendo in maniera categorica pericoli dovuti a sostanze tossiche”.

I timori manifestati dai cittadini, dunque, si sono rivelati infondati.

Da oggi chi abita nel quartiere può stare tranquillo. Si fa per dire, ovviamente, considerati i disagi che per via dei lavori i cittadini residenti saranno costretti a subire ancora per almeno due anni. A cominciare dal restringimento di via del Carroceto (con la trasformazione di un tratto a senso unico) e di via Collegentilesco. E non è che le prospettive del “dopo” siano tanto più rosee. Come impedire infatti l’aumento del traffico e del tasso d’inquinamento a causa dell’aumentata capacità ricettiva dei posti auto (circa 900) e del restringimento delle carreggiate di alcune strade?

Il Comitato Arco di Travertino e gli abitanti del quartiere, ricordiamolo, hanno fatto di tutto per opporsi, in modo costruttivo, al progetto iniziale. Con proposte di modifiche relative alla volumetria del parcheggio, alla struttura sovrastante (con l’indicazione dei locali destinati ai servizi di quartiere), all’impatto con gli edifici esistenti, allo spostamento dei capolinea degli autobus, ecc. Niente da fare. L’Amministrazione capitolina ha giudicato il progetto immodificabile.

Il parcheggio di scambio interrato dell’Arco di Travertino resta l’emblema di quanto oggi conti veramente la volontà dei cittadini nelle scelte che li coinvolgono direttamente, a dispetto dei tanti proclami sulla partecipazione popolare.

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