

Claudio Carlomagno avrebbe agito per difendere la propria "comfort zone". La Procura mette in dubbio la versione dell'aggressore solitario
L’inchiesta sull’omicidio di Federica Torzullo, il delitto che ha scosso Anguillara Sabazia nei primi giorni del 2026, entra in una fase decisiva.
Nel comunicato diffuso dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia emerge un quadro investigativo definito “solido”, in cui il movente appare legato alla fine della convivenza e al rifiuto dell’uomo di accettare la perdita della casa e del sostegno logistico garantito dalla famiglia di lei.
Restano però nodi cruciali da sciogliere: la dinamica temporale del delitto, l’esatta scena del crimine e l’eventuale coinvolgimento di terze persone.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il rapporto era ormai giunto al capolinea. Federica aveva deciso di interrompere definitivamente la convivenza, stabilendo per lunedì 11 gennaio 2026 il cambio di domicilio: i genitori si sarebbero alternati nella villa per accudire il figlio.
La sera dell’8 gennaio sarebbe avvenuta la discussione decisiva, mentre la donna preparava le valigie per un viaggio in Basilicata.
Di fronte alla sua determinazione, l’uomo Claudio Carlomagno – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbe impugnato un coltello, arma non ancora ritrovata, colpendola mortalmente.
La Procura esprime perplessità sulla versione fornita dall’indagato. In particolare, viene definito “inverosimile” che l’uomo abbia potuto compiere il delitto, ripulire la scena e occultare il corpo in un arco temporale di circa 40 minuti, tra le 6:40 e le 7:15 del mattino, senza alcun aiuto.
Le consulenze tecniche dovranno chiarire:
Il luogo esatto dell’omicidio, tra box doccia, cabina armadio o altri ambienti della casa;
Le tracce biologiche e i rilievi scientifici, per verificare la compatibilità con la ricostruzione accusatoria;
La preparazione della buca dove il corpo è stato ritrovato, elemento che alimenta il sospetto di un possibile supporto esterno.
Gli investigatori stanno quindi approfondendo la presenza di eventuali terzi, nella fase antecedente, coeva o successiva al delitto.
Nel comunicato, la Procura dedica un passaggio significativo alla protezione del minore della coppia. Viene rivolto un appello a media, legali e consulenti affinché si adottino criteri di massimo riserbo: “Spegnere i riflettori sul minore per consentirgli di tornare a vivere la sua vita”.
Nel frattempo, l’inchiesta prosegue, ora nel silenzio degli accertamenti tecnici. Saranno le analisi scientifiche e gli sviluppi investigativi delle prossime settimane a definire in modo definitivo responsabilità e dinamica di uno dei casi più drammatici di questo inizio d’anno.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
La disperazione di un uomo a cui molto probabilmente stava per perdere tutto ,casa figlio e donna che amava , merita lergastolo ma va anche compreso , adesso tutti sapientoni , passateci in questo inferno poi vediamo.