

Affidamento urgente da oltre 37mila euro per blindare lo storico stabilimento di piazzale dell'Aquilone
Prima i sigilli giudiziari nel pieno dei controlli sul demanio, poi l’immediata necessità di blindare la struttura per evitare che si trasformi in una terra di nessuno nel cuore della stagione estiva.
Sul litorale romano, dove l’inizio della stagione balneare continua a essere scandito da tensioni amministrative e blitz delle forze dell’ordine, il caso dello storico stabilimento “La Vecchia Pineta” apre un nuovo, costoso fronte per le casse pubbliche: quello della sicurezza dei beni finiti sotto sequestro.
L’iconico impianto di piazzale dell’Aquilone, uno dei simboli architettonici del lungomare di Levante a Ostia, è stato posto sotto sequestro preventivo d’urgenza lo scorso 15 maggio nell’ambito del maximonitoraggio sulle concessioni demaniali avviato dalla Procura di Roma.
Il provvedimento ha decretato l’immediata chiusura dei cancelli, spingendo il Campidoglio a intervenire a tempo di record per congelare il rischio di un rapidissimo deperimento della struttura.
La preoccupazione emersa dagli uffici comunali è legata alla vulnerabilità di un’area così vasta e prestigiosa se lasciata incustodita durante i mesi caldi.
I precedenti sul litorale romano d’altronde parlano chiaro: gli stabilimenti abbandonati o in attesa di bando diventano spesso bersagli facili per occupazioni abusive, raid vandalici e incendi dolosi.
Per scongiurare questo scenario, la Direzione Rigenerazione del Litorale del Dipartimento Patrimonio ha firmato una direttiva d’urgenza disponendo l’attivazione immediata di un servizio di sorveglianza armata fissa.
L’incarico è stato trasmesso alla partecipata Risorse per Roma, che ha selezionato un istituto privato già presente nell’albo dei fornitori dell’amministrazione.
Il piano prevede un pattugliamento continuo, ventiquattr’ore su ventiquattro, per un primo blocco di trenta giorni, volto a presidiare ogni singolo accesso dello stabilimento balneare.
Garantire la sicurezza del lido non sarà un’operazione a costo zero. Roma Capitale ha infatti stanziato una prima tranche di 37.100 euro, prevedendo già nel capitolato un’opzione di estensione contrattuale fino al 20 per cento in più qualora i tempi della giustizia amministrativa dovessero allungarsi.
Il costo complessivo del presidio armato potrebbe così lievitare rapidamente oltre la soglia dei 44mila euro.
Una spesa che dal Campidoglio viene difesa e definita indispensabile: l’eventuale danneggiamento degli storici arredi o il furto dei materiali interni comporterebbe per la collettività un danno economico ben peggiore rispetto al costo della vigilanza.
Nel frattempo, mentre le prime ondate di bagnanti affollano le spiagge libere adiacenti, dietro i lucchetti della Vecchia Pineta la stagione estiva comincia con il passo cadenzato delle guardie giurate, in attesa che si definisca il destino delle 67 concessioni balneari finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.
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