

A far scattare l’allarme è stata la voragine di via Riccardo Bianchi, che da due anni segna il quartiere come una ferita aperta
Al Portuense, qualcosa è cambiato nella quotidianità di chi prende l’autobus o percorre via Giuseppe Belluzzo con i camion. Da Lunedì 29 settembre gli autobus non passano più, mentre i tir non possono transitare.
Una decisione drastica, presa in fretta dalla Protezione civile di Roma Capitale, ma necessaria: la strada rischia di non reggere il peso dei mezzi pesanti.
A far scattare l’allarme è stata la voragine di via Riccardo Bianchi, che da due anni segna il quartiere come una ferita aperta. Durante le nuove verifiche sono emerse perdite idriche e fognarie che indeboliscono il terreno.
«Acea è già al lavoro sulle condotte – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici, Emiliano Castellino –. Solo dopo potremo entrare nella cavità, controllare la stabilità della volta stradale e decidere come e se riaprire».

Il Portuense convive da sempre con una fragilità nascosta: sotto le sue strade c’è un dedalo di vecchie cave e gallerie, eredità di secoli di attività estrattive. L’ISPRA ha già classificato la zona come una delle più a rischio sprofondamento della città.
E tra le ipotesi, quasi leggendarie, c’è anche quella di un’enorme catacomba scomparsa, grande quanto quella di San Callisto, che potrebbe estendersi proprio sotto i piedi dei residenti.
Intanto la vita dei cittadini cambia. La linea Atac 710 non passa più da via Belluzzo ma devia su viale di Vigna Pia e via Leonardo Greppi.
«Stiamo creando una nuova fermata vicino alle scuole, su via Ettore Paladini – ha annunciato il minisindaco Gianluca Lanzi –. Poi, appena possibile, riporteremo i bus sul percorso normale».
I residenti, però, non si accontentano. «Ho scritto a ISPRA e Protezione civile per avere una relazione e un cronoprogramma degli interventi – ricorda il consigliere di FDI Marco Palma –. Ho chiesto anche ad Acea se la voragine fosse collegata a problemi della rete idrica. Ma finora, nessuna risposta».
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