

Rilievi balistici, calcolo delle traiettorie e perquisizioni negli stabili
Tute bianche, laser balistici ed un gazebo montato al centro del marciapiede per isolare ogni possibile traccia materiale.
Nel cuore del quartiere Prati si lavora senza sosta per dare un volto ed un nome al misterioso tiratore che da giorni sta seminando il panico in via della Giuliana.
Gli esperti del Ris dei Carabinieri, supportati dagli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, sono entrati in azione mercoledì mattina sigillando un tratto di strada all’altezza del civico 3, proprio nel punto esatto in cui lunedì sera è stata colpita e ferita la scrittrice e giornalista quarantanovenne Cristina Stillitano.
Un blitz scientifico imponente, reso necessario dall’escalation di un fenomeno tutt’altro che isolato: secondo le ricostruzioni investigative, infatti, a partire da giovedì scorso nello stesso raggio d’azione si sarebbero consumati almeno altri sette raid analoghi, esplosi a tradimento mediante armi ad aria compressa caricate con proiettili metallici.
L’area dei rilievi è stata interdetta al traffico veicolare e pedonale per consentire ai militari dell’Investigazione Scientifica di effettuare misurazioni di precisione:
Tracciamento delle traiettorie: Indossando i dispositivi di protezione monouso per non alterare la scena, gli specialisti hanno calcolato gli angoli di impatto e la parabola dei pallini in ferro, al fine di individuare la finestra o il balcone da cui sono stati premuti i grilletti.
Ispezioni nei palazzi: Le verifiche balistiche si sono estese agli interni degli stabili d’epoca che affacciano sul camminamento pedonale. Gli investigatori stanno setacciando appartamenti, terrazzi e vani scala per reperire elementi utili o armi ad aria compressa non dichiarate.
Mentre in via della Giuliana si cercavano i riscontri di laboratorio, Cristina Stillitano è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico presso il centro specializzato dell’ospedale Cto alla Garbatella.
I medici dell’équipe ortopedica le hanno estratto dal braccio sinistro il piombino metallico conficcatosi nell’arto durante l’aggressione.
Il reperto bellico è stato immediatamente consegnato agli uomini dell’Arma e posto sotto sequestro giudiziario: sarà sottoposto a comparazione balistica con i frammenti eventualmente recuperati sul luogo degli spari.
La giornalista si trova in buone condizioni di salute e sotto monitoraggio medico, in attesa che i sanitari sciolgano la prognosi per le dimissioni. La caccia al cecchino di Prati resta aperta.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.