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Proposta intitolazione Stadio Farnesina a Paola Pigni

Il Municipio XV vota sì all'unanimità. Un omaggio alla primatista mondiale che aprì le gare di mezzofondo alle donne e che fu docente e allenatrice proprio nel quartiere di Roma Nord

Lo Stadio della Farnesina si prepara a voltare pagina. Presto potrebbe portare il nome di una donna che ha cambiato per sempre il volto dell’atletica italiana: Paola Pigni.

Il Consiglio del Municipio XV di Roma ha approvato all’unanimità la proposta di intitolazione, accogliendo l’appello dei figli dell’atleta e rilanciando un messaggio che va oltre la toponomastica: riconoscere il valore di una pioniera che ha infranto record e barriere culturali.

L’iniziativa, sostenuta dal presidente Daniele Torquati e dall’assessore allo Sport Tommaso Martelli, punta a trasformare lo storico impianto di Roma Nord in un luogo della memoria sportiva e civile.

La campionessa che sfidò il tempo (e i pregiudizi)

Negli anni ’70 e ’80 Paola Pigni è stata sei volte primatista mondiale in cinque diverse specialità del mezzofondo su pista. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia.

In un’epoca in cui alle donne erano di fatto precluse le lunghe distanze, Pigni scelse di correre più lontano, più a lungo, più forte.

Sfuggì ai confini imposti alle gare femminili – allora limitate alle brevi distanze – e contribuì ad aprire la strada al mezzofondo e al fondo moderno per le atlete di tutto il mondo.

Un legame profondo con la Farnesina

Lo Stadio della Farnesina non è stato solo teatro delle sue imprese, ma casa. Qui Pigni ha allenato giovani talenti, ha lavorato come preparatrice, ha costruito relazioni e comunità.

Parallelamente, ha insegnato all’Istituto Comprensivo Nitti, portando tra i banchi di scuola i valori della disciplina, della determinazione e dell’inclusione. Sport e formazione, pista e aula: due binari percorsi con la stessa passione.

Il percorso istituzionale

Dopo il voto unanime del Consiglio municipale – alla presenza dei figli Chiara e Claudio Cacchi – la proposta di intitolazione seguirà ora l’iter formale.

La richiesta sarà trasmessa a Sport e Salute e al CONI, proprietari e gestori dell’impianto, oltre al Dipartimento Grandi Eventi e Sport di Roma Capitale e alla FIDAL per il supporto tecnico-istituzionale.


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