Report: Attenti alla macellazione senza controlli

Nel servizio di Report una denuncia contro la chiusura dei macelli pubblici
di Sergio Scalia - 28 aprile 2015

In un interessante servizio della trasmissione “Report” del 26 aprile 2015 è stata denunciata la truffa operata da alcuni allevatori della provincia di Cuneo con la complicità di un veterinario compiacente.  I responsabili sono stati condannati a 4 anni per aver iniettato sostanze dopanti e steroidi ai circa 15.000 vitelli macellati ogni anno, per gonfiare la massa muscolare e rendere più chiara la carne dei vitelli. Questo meccanismo sarebbe andato avanti per almeno 5 anni, mettendo sul mercato una grande quantità di carne di cattiva qualità e con effetti cancerogeni.

centrocarni02_2015E’ proprio questo uno dei rischi che “Il Comitato contro la speculazione sul Centro Carni” e gli stessi operatori hanno sollevato nei confronti di quanti vogliono eliminare ogni controllo pubblico sul processo di macellazione delle carni che finiscono sul piatto dei romani, disperdendo questa attività in centinaia di macelli privati senza più adeguati controlli .

Vanno purtroppo in questo senso i continui tentativi operati sotto la Giunta Alemanno per smantellare il Centro Carni e costruirvi un quartiere residenziale con palazzi di 15 piani ed il recente tentativo di ricapitalizzare il CAR di Guidonia con fondi del bilancio comunale 2015 per costruirvi i box degli operatori senza alcuna struttura di macello pubblico.

Con la delibera 81/2010 il Centro Carni è stato conferito all’AMA, che a sua volta l’ha utilizzato come pegno a garanzia per un prestito di circa 90 milioni dalle banche.   Le difficoltà finanziarie di AMA e la pressione delle banche per la restituzione dei prestiti hanno portato alla costituzione di un fondo immobiliare allo scopo di valorizzare le proprietà per venderle.

Il Centro Carni di Viale Togliatti rappresenta oggi il più grande stabilimento di lavorazione delle carni del Centro Sud.   Per evitare lo smantellamento di questa struttura che dà lavoro ad oltre 1.000 persone e che ha sempre garantito una sicurezza alimentare delle carni e un buon rapporto qualità prezzo ai cittadini romani, gli operatori hanno avanzato al Comune e ad AMA una richiesta di prelazione, che ancora oggi non si riesce a portare a termine per resistenze e complicazioni legate ai nodi burocratici non ancora risolti.

Nella richiesta di prelazione gli operatori hanno chiesto che il comune mantenga  per sempre la destinazione dello stabilimento e intendono conservare la struttura ASL di controllo pubblico oggi operante nel Centro Carni.  Infatti la presenza di 25 veterinari pubblici riesce ad assicurare il pieno rispetto di quelle norme igienico sanitarie sia per gli animali in entrata sia per la carne in uscita, che fino ad oggi hanno garantito la sicurezza delle carni prodotte per i consumatori romani.


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