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Rita Levi Montalcini, l’autobiografia

Figlia di Adamo Levi, ingegnere e matematico dotato, e della pittrice Adele Montalcini, Rita è nata nel 1909 assieme alla sorella gemella Paola (nota pittrice morta nel 2000). Trascorse l’infanzia e l’adolescenza in un ambiente dominato dalla forte personalità del padre. Costui decise che le sue figlie non sarebbero state impegnate negli studi. Rita, a vent’anni, resasi conto di non potersi adattare ad un ruolo femminile come concepito dal padre, chiese il permesso di impegnarsi in una carriera professionale. In otto mesi ottenne il diploma di scuola superiore. Decise poi di studiare medicina. Entrò nella scuola medica dell’istologo Giuseppe Levi. Nel 1936 ottenne la laurea. Con la pubblicazione del «Manifesto per la difesa della razza», in quanto ebrea, fu costretta ad emigrare in Belgio. Dopo la guerra, la Levi Montalcini tornò a Torino dove riprese gli studi accademici. Nel 1947 Viktor Hamburger la invitò a Saint Louis alla cattedra di Neurobiologia. Si rivelò una scelta trentennale. Fino al 1977 rimase negli Usa, dove realizzò gli esperimenti fondamentali che la condussero, nel 1951-52, alla scoperta del fattore noto come NGF. Nel 1986 è stata insignita del Nobel.

La sua vita è raccontata nell’autobiografia «Elogio dell’Imperfezione» (B.C.Dalai editore, pagg. 288, euro 18; in libreria dal 6 aprile 2010).


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