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Roma, arte in Nuvola

In visita alla Fiera internazionale di arte moderna e contemporanea 

Dal 17 al 20 novembre 2022 (ieri ultimo giorno) nella Nuvola di Fuksas all’EUR visitata la Fiera internazionale di arte moderna e contemporanea
Una vera e propria fiera, cioè un mercato, con trattative e compravendite nei 140 stands, corrispondenti ad altrettante gallerie d’arte italiane e straniere, nei quali si è organizzata l’esposizione di migliaia di opere, disposte con criteri che ho molto faticato a comprendere e senza purtroppo riuscirci.
Comunque, a prescindere dal “simpatico” e pittoresco caos nel quale ho tentato di muovermi secondo un mio personale principio d’ordine basato sull’impulso momentaneo (riconosco che impulso e ordine sono concetti sostanzialmente antitetici), ho avuto modo di constatare una massiccia e maggioritaria presenza di correnti e artisti (soprattutto italiani) che, sul piano temporale, è possibile collocare negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo.
Moltissime le opere di Schifano, Angeli, Rotella, Piero Dorazio; su un gradino inferiore (ma solo sul piano della quantità) si situano le opere di Guttuso, Capogrossi, Fontana, Manzu’, Vedova; e poi opere anteguerra di De Chirico, Savinio, De Pisis, Rosai, Sironi, Balla, Severini, e, a seguire, opere di Mambor, Pizzi Cannella, Pistoletto, Kounellis e tanti tanti altri artisti di grande, media e piccola fama. Insomma, in un grande mercato (perché questa fiera altro non è che luogo di compravendita) come si è presentata questa mostra all’EUR, la tattica migliore, per sfuggire alla sgradevole sensazione che ti coglie nel vedere l’oggetto artistico ridotto al medesimo livello di una qualsiasi merce, è quella di ripercorrere con il pensiero la storia dell’arte moderna e contemporanea italiana attraverso la nascita, lo sviluppo e l’estinzione delle principali tendenze artistiche del ‘900: dal futurismo alla metafisica, dal surrealismo all’astrattismo, dal realismo all’informale, dall’arte concettuale all’arte materica, ecc.
Sui futuri sviluppi dell’arte italiana e internazionale non mi pronuncio: non è attraverso la frequentazione di fiere o mostre-mercato che si possono intravedere le linee di tendenza, ma molto più utilmente visitando le mostre personali e/o collettive che di volta in volta vengono organizzate nei luoghi cosiddetti “deputati” (Musei, Palazzi delle Esposizioni e così via). Infine, sui rapporti tra arte e mercato capitalistico dell’arte, ritengo opportuna e illuminante la lettura del mio amico dott. Roberto Gramiccia “Se tutto è arte …”, pubblicato nel 2019.

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