

Gasperini ritrova il sorriso e il 5° posto
La Roma vince in casa 1-0 contro il Lecce in una partita che ha evidenziato, ancora una volta, i problemi che affliggono la squadra, soprattutto nel primo tempo, ma poi alla fine riesce a portare a casa tre punti importantissimi.
Ormai è quasi noioso elencare le assenze a cui Gasperini deve fare fronte: ai soliti, infatti, si aggiungono Konè, fuori per un mese, Wesley squalificato e Celik non al meglio. Così il tecnico giallorosso deve, come al solito, fare buon viso a cattivo gioco, schierando il suo consueto 3-4-2-1 imbottito di centrocampisti.
La Roma scende in campo, quindi, con Svilar in porta; linea difensiva composta da Mancini, Ndika ed Hermoso; centrocampo con Rensch, Cristante, El Aynaoui e Tzimikas; Pisilli e Pellegrini a ridosso dell’unica punta Malen.
Il tema della partita è chiaro sin da subito: la Roma detta i tempi e prova ad andare in porta, mentre il Lecce è ben chiuso in difesa, con un blocco molto basso, sperando in errori difensivi della Roma o in qualche ripartenza.
La Roma, sin dall’inizio, si appoggia a Malen, che è l’unico terminale offensivo e prova a dialogare con Pisilli e Pellegrini, come al 14′, con tiro alto di Pisilli, e al 24′, con il tiro di Pellegrini parato dal portiere Falcone.
La manovra non è mai lucida e i due laterali, Rensch e Tzimikas, dimostrano la loro pochezza tecnica. A centrocampo, El Aynaoui è lento di testa e di piede e Pisilli, da trequartista, viene sempre marcato e non riesce a sfondare.
Ci si affida al solo Malen, ma la difesa del Lecce chiude bene e costruisce la prima azione d’attacco al 42′, ma Hermoso chiude bene. Si va al riposo dopo un primo tempo da non far vedere alle scuole calcio, con l’impressione che serva qualcosa di diverso alla Roma per fare la partita.
Gasperini, al rientro dagli spogliatoi, fa entrare Ghilardi per Mancini, oggi apparso stanco e svagato, ma all’inizio le cose non cambiano.
La mossa vincente arriva al 50‘: perché non farlo subito? Esce El Aynaoui, anche oggi autore di una partita opaca, per Robinho Vaz, con lo spostamento di Pisilli a centrocampo.
La Roma, da questo momento, cambia: finalmente è più incisiva e ha due attaccanti a impensierire la difesa avversaria. Pisilli entra in partita e comincia a riconquistare palla, coadiuvato anche da un ottimo Ghilardi, che difende e riparte, anche se i piedi sono quelli che sono. Il gol è la naturale conclusione di sette minuti di spinta.
Al 57′, ottimo triangolo Malen-Hermoso, con cross del giocatore spagnolo dal fondo per Robinho Vaz che, di testa, trafigge il portiere del Lecce, segnando la sua prima rete in maglia giallorossa sotto la Sud: 1-0.
Il Lecce fa due cambi per cercare di pareggiare. La Roma, con questo nuovo assetto tattico, tiene sempre in apprensione la difesa avversaria.
Al 73′, doppia clamorosa occasione per i salentini: prima Svilar compie un’ottima parata su tiro di Ndri e poi, sul susseguente colpo di testa a botta sicura di Pierotti, è Hermoso sulla linea a respingere, con un salvataggio che vale un gol.
Gasperini capisce che servono forze fresche e fa un doppio cambio: esce uno stanchissimo Malen per il giovane centravanti della Primavera, Arena, ed esce un impresentabile Tzimikas per Angelino, che torna a giocare all’Olimpico dopo tanta assenza e si becca subito un’ammonizione.
All’80’ esce anche Pellegrini per Venturino e così la Roma finisce la partita con tre attaccanti che, sommate le loro età, non arrivano a 60 anni.
Il Lecce ci prova, ma l’unico brivido è un calcio d’angolo al 94′, che però la difesa romanista respinge. Al 95′ arriva il triplice fischio dell’arbitro, che riporta il sorriso ai tifosi romanisti per la vittoria della loro squadra.
Partita difficile, non tanto per la forza dell’avversario quanto per la situazione fisica e mentale della squadra dopo l’uscita dall’Europa League di giovedì scorso.
Stasera Gasperini ha fatto la stessa mossa fatta con il Bologna, facendo giocare Vaz accanto a Malen, e anche stavolta la situazione in campo è cambiata in maniera molto positiva.
La squadra è stanca e si vede, e alcuni giocatori sembrano involuti, El Aynaoui e Mancini su tutti, mentre altri sarebbe proprio il caso di non vederli più, come Tzimikas. Il fatto di preferire Arena in attacco invece di Zaragoza la dice lunga sulla considerazione del mister sul giocatore spagnolo.
Ottima, come al solito, la prova di Malen e anche di Robinho Vaz; ottimo il secondo tempo di Pisilli e buona anche la prestazione di Pellegrini.
Oggi servivano i tre punti e quelli sono arrivati: questo è l’importante. Al momento si è quinti, a pari merito con la Juve, a tre punti dal quarto posto e con un vantaggio di quattro punti sull’Atalanta.
Ora ci sarà la sosta per gli spareggi della nazionale e quindi 15 giorni di stacco per riprendere forze fisiche, anche se molti giocatori della Roma andranno in nazionale, ma soprattutto forze mentali.
Anche perché, al ritorno dalla sosta, ci sarà la difficilissima trasferta a Milano contro l’Inter, sperando di recuperare anche qualche acciaccato di troppo.
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