Roma ridisegna il Piano Regolatore: addio al cemento sulle aree agricole, regole d’acciaio per salvare il centro

La Giunta Gualtieri approva la delibera sulle controdeduzioni dopo l'esame di oltre mille osservazioni. Le nuove Norme Tecniche del PRG (ferme al 2008) passano ai Municipi

Un nuovo codice di regole per ridisegnare la mappa dello sviluppo della Capitale, blindando il suolo verde e sbloccando i cantieri fermi da quasi un ventennio nei quartieri più periferici.

La Giunta di Roma Capitale ha siglato il via libera formale alla proposta di delibera sulle controdeduzioni alla variante delle Norme Tecniche Attuative (NTA) del Piano Regolatore Generale.

Il documento è stato ufficialmente trasmesso ai singoli Municipi e alla Commissione Urbanistica per i pareri di rito, ultimo miglio burocratico prima del voto definitivo nell’Aula Giulio Cesare.

Con questo passaggio si avvia a conclusione il percorso amministrativo aperto negli ultimi mesi del 2024, che renderà pienamente operativo il nuovo impianto normativo della città.

L’adozione della variante ha superato una complessa fase di istruttoria. Durante il periodo di vigenza delle clausole di salvaguardia, gli uffici comunali hanno raccolto e digitalizzato ben 1.075 osservazioni presentate da una galassia di soggetti: ordini professionali, comitati civici, associazioni di categoria, forze consiliari e singoli cittadini.

La Cabina di Regia con i Beni Culturali

Il lavoro di filtro e analisi delle istanze è andato di pari passo con un fitto calendario di tavoli tecnici di concertazione. Un confronto che ha visto il Dipartimento Urbanistica dialogare in stretta sinergia con la Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza Capitolina.

Il Bilanciamento dei Vincoli

Questo coordinamento istituzionale ha permesso di armonizzare il testo con le leggi vigenti, blindando l’inestimabile patrimonio archeologico, storico e paesaggistico del tessuto romano e introducendo elementi di maggiore coerenza normativa.

Le Norme Tecniche di Attuazione rappresentano il vero e proprio “manuale d’uso” del territorio, stabilendo i confini dei diritti volumetrici e i doveri della proprietà privata in caso di interventi edilizi. Varate nel lontano 2008, le regole non erano mai state aggiornate finora, nonostante i ripetuti tentativi delle precedenti amministrazioni.

I Pilastri della Riforma Urbanistica

Le nuove direttrici approvate dal Campidoglio puntano a capovolgere la vecchia filosofia dell’espansione a macchia d’olio, focalizzandosi su sette obiettivi strategici:

Obiettivo Strategia d’Intervento
Stop al Consumo di Suolo Blocco tassativo di nuove cubature sui terreni agricoli non urbanizzati.
Rigenerazione Urbana Incentivi al recupero, alla riqualificazione e al riuso dei complessi edilizi esistenti.
Ritorno al Centro Politiche abitative mirate a frenare lo spopolamento residenziale del cuore storico.
Housing Sociale Potenziamento degli alloggi a canone sostenibile per le fasce sociali deboli.
Sblocco Periferie Riavvio dei piani di recupero periferici incagliati nei cassetti da vent’anni.
Performance Ambientali Semplificazioni burocratiche per chi realizza immobili a emissioni ridotte.

Le Voci di Palazzo Senatorio

“Questo è un passaggio chiave verso il traguardo finale”, ha commentato il sindaco Roberto Gualtieri. “Grazie a un meticoloso lavoro di sintesi sulle istanze della città, abbiamo costruito un provvedimento strategico che coniuga economia, inclusione e ambiente. Roma avrà finalmente gli strumenti per investire sulla qualità della vita e sull’housing sociale, recuperando lo spazio pubblico soprattutto dove il disagio è più forte, nelle nostre periferie”.

Un concetto ribadito dall’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia: “Compiamo un passo decisivo per dotare la Capitale di un motore urbanistico moderno e all’altezza delle sfide ecologiche della nostra epoca. Il tutto senza stravolgere le fondamenta del Piano Regolatore del 2008, ma dimostrando nei fatti che è possibile fare impresa e sviluppare la metropoli tutelando la sua identità monumentale unica al mondo”.

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