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Roma si copre di verde contro le estati record, Gualtieri annuncia il nuovo Piano Caldo: «A luglio la svolta resiliente»

Il sindaco lancia la strategia bioclimatica all’evento "Humanizing Energy" all'Acquario Romano: depavimentazione contro le isole di calore, pannelli solari e tetti verdi in 200 scuole

Trasformare la Capitale da enorme piastra di cemento e asfalto capace di trattenere l’afa a ecosistema urbano in grado di respirare e proteggere i cittadini più fragili. Roma si prepara a ridisegnare i propri confini urbanistici in vista delle estati del futuro, segnate da ondate di calore sempre più precoci, intense e strutturali.

Ad annunciare la nuova strategia verde è stato il sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto all’Acquario Romano nel corso del summit “Humanizing Energy”, promosso dall’Enea insieme all’Ordine degli Architetti di Roma.

Il primo cittadino ha anticipato le linee guida del pacchetto di interventi straordinari che prenderà ufficialmente il via nelle prossime settimane: a luglio verrà infatti presentato alla città il nuovo “Piano Caldo”, un tassello cruciale del più ampio programma di adattamento climatico strutturato dal Campidoglio per rispondere agli effetti del riscaldamento globale in ambito metropolitano.

Via l’asfalto, dentro gli alberi: la rivoluzione del regolamento edilizio

«L’umanizzazione dell’energia e la difesa bioclimatica sono i pilastri della nostra transizione ecologica», ha spiegato Gualtieri, tracciando la rotta dei cantieri già aperti o di prossima attivazione.

La strategia per abbattere le temperature nei quartieri più critici si muove su tre direttrici: il sostegno di massa alle comunità energetiche rinnovabili, un maxi-piano di efficientamento energetico che coinvolgerà in prima battuta circa 200 scuole comunali e, soprattutto, il varo del nuovo regolamento edilizio di Roma Capitale.

Le nuove norme urbanistiche imporranno criteri ambientali rigidissimi per qualsiasi nuova costruzione o rigenerazione:

Sarà obbligatorio l’inserimento di ampie superfici a prato, la piantumazione programmata di alberi ad alto fusto capaci di ombreggiare le facciate, l’uso di materiali riflettenti di ultima generazione per i lastrici solari e l’installazione massiva di pannelli fotovoltaici.

Parallelamente, il Comune farà scattare interventi mirati di depavimentazione (il cosiddetto de-paving): in molti piazzali e marciapiedi storici l’asfalto nero verrà rimosso e sostituito con pavimentazioni drenanti, permeabili e chiare, capaci di disinnescare il micidiale effetto “isola di calore” che surriscalda i quartieri romani anche nelle ore notturne.

Gli Architetti: «Non basta la tecnica, serve un patto con i cittadini»

Per il Campidoglio la sfida climatica non è solo un dossier ingegneristico o ambientale, ma una vera e propria emergenza sociale.

L’efficientamento energetico e l’autoproduzione da fonti rinnovabili vengono visti come l’unico scudo efficace per contrastare la povertà energetica delle famiglie meno abbienti, schiacciate dai costi dei condizionatori in estate e del riscaldamento in inverno.

Al tavolo del dibattito ha preso la parola anche il presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, Christian Rocchi, che ha richiamato la categoria alla responsabilità civile della progettazione:

«Il cambiamento climatico in una metropoli complessa come Roma impone un approccio culturale completamente nuovo, che superi la vecchia burocrazia tecnica. Per centrare gli obiettivi di sostenibilità non basta disegnare progetti innovativi sulla carta: serve una grande operazione di comunicazione e ascolto sul territorio. Dobbiamo far capire ai cittadini quanto queste scelte, dall’albero piantato sotto casa al pannello sul tetto, incidano direttamente sulla qualità della loro vita quotidiana e sulla loro salute».

Il dibattito romano ha di fatto inaugurato il roadshow nazionale di Enea e del Ministero dell’Ambiente intitolato “Italia in Classe A”, ideato per esportare il modello di efficienza energetica nelle principali amministrazioni pubbliche e imprese del Paese.

Per Roma, ora, gli occhi sono tutti puntati sulla scadenza di luglio, quando la mappa dettagliata del Piano Caldo svelerà quali saranno i primi quartieri della Capitale a cambiare volto per difendersi dalla canicola.

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