

Centoquaranta cittadini in piazza per chiedere il prolungamento dell'arteria stradale. Il piano per superare i vincoli ambientali: aprire i varchi all'interno della Città Militare. Ma serve il via libera della Difesa
Poche centinaia di metri di asfalto che, da quasi trent’anni, rappresentano il simbolo dei paradossi della viabilità romana.
Nel quadrante meridionale della Capitale, incastrato tra la Cecchignola, e Fonte Meravigliosa, si riaccende la battaglia sul destino di via Giovanni Kobler.
Una vertenza urbanistica infinita che è tornata a infiammare gli animi dei residenti, esasperati da un isolamento viario strutturale che si trascina senza soluzioni definitive.
Nei giorni scorsi, oltre centocinquanta cittadini hanno risposto all’appello dei comitati di quartiere del fronte del “sì”, scendendo in piazza per chiedere lo sblocco immediato dell’opera.
Durante l’assemblea pubblica non sono state lanciate solo proteste, ma è stato presentato un vero e proprio piano alternativo per ridefinire i flussi automobilistici dell’intera zona mitigando, al contempo, l’impatto sulla natura protetta.
Il nodo centrale della questione risiede nella profonda metamorfosi vissuta dall’area negli ultimi dieci anni.
La Cecchignola è stata infatti l’epicentro di una massiccia espansione edilizia, con la nascita di nuovi comprensori residenziali e altri lotti in via di completamento.
A questa crescita del numero di abitanti, tuttavia, non ha fatto seguito un parallelo potenziamento delle infrastrutture di trasporto e della viabilità.
Il risultato quotidiano è un imbuto permanente. Ogni mattina i pendolari si ritrovano intrappolati in code interminabili anche solo per accompagnare i figli a scuola o per raggiungere la fermata della metropolitana più vicina.
Secondo i promotori della manifestazione, la creazione di un corridoio interno diventerebbe l’unica valvola di sfogo per distribuire i flussi ed evitare il collasso dei grandi assi di scorrimento.

L’elemento di svolta contenuto nel nuovo progetto dei cittadini punta direttamente alla Città Militare. L’ipotesi sul tavolo prevede il parziale utilizzo della rete stradale interna al comprensorio dell’Esercito.
Attraverso l’apertura di varchi dedicati e lo sfruttamento di tratti già asfaltati, la parte conclusiva di via Kobler potrebbe connettersi rapidamente con via di Vigna Murata.
Questa soluzione aggirerebbe il più grande ostacolo burocratico e ideologico emerso nel corso degli anni: la tutela del Fosso della Cecchignola, l’area umida di pregio riconosciuta come Monumento Naturale dalla Regione Lazio.
Sfruttando il sedime militare, il nuovo tracciato eviterebbe qualunque interferenza con l’oasi verde, disinnescando i ricorsi delle associazioni ecologiste che in passato avevano congelato l’iter.
Nonostante il pragmatismo del piano, la strada amministrativa si preannuncia in salita. Campidoglio e Municipio guardano con interesse a ogni misura capace di fluidificare il quadrante, ma l’ipotesi di invadere la cittadella militare richiede una trattativa ad altissimi livelli con il Ministero della Difesa, titolare della proprietà dei suoli.
I comitati territoriali ora sollecitano le istituzioni a convocare d’urgenza un tavolo tecnico per verificare la fattibilità dell’accordo e superare lo stallo.
Nell’attesa che la burocrazia faccia il suo corso, la crescita dei complessi residenziali prosegue, lasciando migliaia di cittadini nell’attesa di una risposta definitiva per uscire dall’isolamento.
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SAREBBE ORA DI SBLOCCARE I CANTIERI, GRAZIE AI DISFATTISTI DETTI ECOLOGISTI CHE ERANO CONTRO IL PROLUNGAMENTO DI VIA KOBLER, E SI CREA PIU’ INQUINAMENTO, LA SOLITA ELITE DEL PEGGIO , SBLOCCARE IL PROLUNGAMENTO DI VIA KOBLER E RADDOPPIARE VIA TOR PAGNOTTA E VIA ARDEATINA, CECCHIGNOLA OVEST E NUOVI QUARTIERI ORA E’ SEMICENTRO! OTTIMA INIZIATIVA, CE NE SIANO ALTRE PER DARE INIZIO AI LAVORI DELLA METRO B2 PER CASTEL DI LEVA, LINEA D E LINEA METROTRAM DA TOGLIATTI , ROMA E’ UNA METROPOLI NON UN LABORATORIO DI CAOTICI CONTRO OGNI CANTIERE PER FARE DITTATURA. AVANTI COSI, TUTTA!!
Ma anche no, grazie.
Qua non si tratta di ecologisti o chi per loro.
Il parco è la cosa più bella di tutta l’area, la vita Kobler lo distruggerebbe.
Il problema come sempre è la cementificazione eccessiva. Chi ha permesso la costruzione di tutte quelle unità residenziali in una zona serva infrastrutture?
Sempre per far contenti i soliti palazzinari.
No alla Kobler, punto. Quell’area verde è il nostro tesoro più grande
Dai commenti si evince una incapacità di leggere articoli scritti in lingua italiana. Il parco è un polmone verde? Perfetto. Ci vado io stesso a passeggiare. Un po’ troppo lasciato a sè stesso ma OK. Sono favorevole pure io a tutelarlo, ma detto ciò un infrastruttura viaria SERVE. Piaccia o meno. Se è possibile aggirare la questione con percorsi alternativi, che non tangono il parco e anzi sono pure migliori a mio avviso della proposta originaria… Perchè continuare ad osteggiare?
Il fosso della Cecchignola è un bene prezioso, ci protegge dalle bombe d’acqua, dal caldo estremo, costruirci una strada lo distruggerebbe, soprattutto perché diventerebbe un passaggio per ogni tipo di mezzo pesante e non e ci riempirebbe di traffico. Non mi sembra, visto il numero dei partecipanti alla manifestazione che sia la priorità assoluta del quartiere, nonostante si continui a dire che la strada la vogliono tutti, non è proprio così. Sarebbe bene puntare su proposte alternative.
Nel 2026 ci sono tecnologie e materiali per tutelare il verde e costruire strade nel rispetto della natura con annessi eventuali limiti di circolazione (ad es. ai mezzi pesanti). Trovare soluzioni alla viabilità di questo quadrante non è più un’opzione ma una necessità visto che ormai nuove edificazioni già ci sono e ce ne saranno molte altre con annesse numerose nuove famiglie. Pensare ad una viabilità sostenibile è ad oggi una questione di primario interesse anche per i quartieri limitrofi oltre che una questione di sicurezza. Non avrebbero mai potuto dare il via libera a tutte queste costruzioni se non con un progetto di viabilità che prevede nuove strade oltre a quelle presenti. Se fosse possibile pensare a delle alternative rispettose del Fosso e della natura, come mi sembra che vengano proposte nell’articolo ben venga. È il momento di iniziare a concretizzare qualcosa …qualunque essa sia !
La proposta scaturisce dalla garanzia che l’assessore Patane’ e la presidente del IX Municipio ha dato ai cittadini in più occasioni, su accordi già presi con il Ministero della Difesa.
Ripetere che potevano non fare le nuove costruzioni, non serve a nulla. Le costruzioni sono state autorizzate SOLO, sulla base di un piano regolatore che prevede un’autostrada, altrimenti non avremmo avuto neppure 1 metro cubo di cemento.
Per chi dice che eravamo pochi, faccio notare che, a parte il fatto che eravamo molti di più, i precedenti flash mob degli oppositori erano composti da 20 persone al massimo, di cui 3 o 4 del quartiere Castello della Cecchignola.
Tutti poi sappiamo che la gente è pigra e manda in piazza il vicino restando a guardate dalla finestra.
Sfido chiunque a portare molte più persone di un solo quartiere in piazza il 6 giugno.
Una soluzione efficace e rapida deve essere immediatamente discussa in una Conferenza dei Servizi.
Anche le soluzioni precedenti alla nostra impegnava al massimo 1% del “polmone verde”.
La propaganda vale solo per chi non ha capacità di analisi e ragionamento e per chi la utilizza per i propri fini opportunistici. Le raccolte firme dei “difensori del verde” che vogliamomo difendere TUTTI, avrebbe gli stessi numeri se avessero chiesto in tutto il Mondo “salviamo il pinguino africano” o “salviamo la tigre del polo nord”.
I PALAZZI SERVONO, ALLORA.. FARE VERO ECOLOGISMO E’ COSTRUIRE PALAZZI MISTI, OSSIA SIA STECCHE, MA ANCHE TORRI DA 20 30 PIANI, IL RISPARMIO DEL SUOLO E’ ASSICURATO, CASE SFITTE? NON ESISISTONO ANDATE A VEDERE ,SONO TUTTE ABITATE, ROMA E’ UNA MEGALOPOLI, IL VERDE SI DIFENDE A INZIARE DALLE COSTE CHE FANNO MIGLIAIA DI CASE PER STARE UN GIORNO L’ANNO! IL VERDE A ROMA ? NE E’ PIENO E POI .. , QUANDO I QUARTIERI SONO ISOLATI , CHIUDONO LE ATTIVITA’, DIVENTANO ISOLATI E IL DEGRADO ARRIVA SENZA PIETA’. SI A VIALE KOBLER E ALTRE VIE CHE SBLOCCHINO LA ROTONDA DI VIA ARDEATINA CON TORRICOLA, SI ALL’EDIFICAZIONE , ANZI AMPLIARLA CON UFFICI UBICATI IN BEI PALAZZI DI 20 PIANI CHE DAREBBERO LUSTRO, INTEGRAZIONE E GIARDINI CURATI PERCHE’ SOLO COSI’ LA PARTE NUOVA SI INTEGRA CON IL CONTESTO DI ROMA SUD. OLTRETUTTO DARE SPINTE PER LA LINEA B2 FINO A CASTEL DI LEVA, LE SUPER NECESSARIE LINEA D E NUOVA LINEA METRO PER SPINACETO SUD, ECCO CHE ROMA SUD : E’ CITTA’ VERA E RESPIRABILE!
Palazzi di 20, 30 piani, semplicemente delirante. Altro che progresso. Io dico che abbiamo la fortuna di avere un polmone verde, il parco del Fosso della Cecchignola, che molti quartieri alveare di Roma, solo catrame e cemento, non hanno, e c’è chi lo vuole distruggere. Magari, guarda un pò, per lottizzare e urbanizzare ulteriormente l’area, n0? Io sposto il discorso su un altro punto. La città militare della Cecchignola è stata realizzata negli anni 30, quando tutto il quadrante Ardeatina-Laurentina era aperta campagna, una zona rurale lontanissima dalla città, come testimoniano i numerosi casali presenti, molti dei quali ormai in abbandono. Ora la situazione urbanistica è molto diversa, e il demanio militare deve capire che continuare a mantenere una chiusura totale è insostenibile. Sarebbe tempo che le esercitazioni di tiro ivi praticate vengano trasferite altrove, e che parte del territorio della città militare venga aperto alle esigenze di viabilità che la città impone, evitando di distruggere l’aree verdi limitrofe.
Lasceremo solo asfalto e cemento alle prossime generazioni!
Buongiorno, penso che la soluzione del prolungamento di via Kobler debba essere tra le priorità del IX Municipio in quanto,con la chiusura di via Casale Zola , per arrivare dalla Città Militare a Via di Grotta Perfetta ci si impiga cica 1 ora e mezza. Pura follia .Quindi un SI pieno al prolungamento di via Kobler con sollecita attenzione da parte di chi è preposto alla mobilità