Rosy Hair Style e il suo triplice ‘segreto’

A Colli Aniene in via Vito G. Galati dal 1996
Vincenzo Luciani - 11 Giugno 2021

“Il mestiere del parrucchiere sembra facile. Nel passato lo sceglievano le persone meno qualificate, coloro che non avevano idee né titoli. Invece oggi è una delle professioni più ardue e difficili. Chi lavora con le mani è un operaio. Chi lavora con la testa è un tecnico. Chi lavora con la psicologia è uno psicologo. Chi lavora con le mani, con la testa e con la passione è un parrucchiere.” Questo post, che denota vivacità e notevole senso dell’umorismo, lo abbiamo estratto dal profilo facebook di Rosy Franco dalla quale oggi siamo in visita per intervistarla nel suo negozio di via Vito G. Galati 103/D. Lo abbiamo scelto perché sintetizza bene tre importanti ‘segreti’ del mestiere: la manualità, l’intelligenza e la bravura tecnica a comprendere la personalità e le peculiarità del cliente.

Signora Rosy perché parrucchiera a Colli Aniene?

Premetto che facevo la parrucchiera a Firenze. Per questioni familiari mi sono trasferita a Roma Colli Aniene. Qui ho trovato un locale chiuso da una precedente parrucchiera e che io ho riattivato. L’anno di nascita del mio negozio è il 1996. Ricordo che, soprattutto all’inizio, c’è stato un notevole passaparola e un grande gradimento. Uno dei motivi è stato perché io facevo i capelli anche ai bambini e questo si è rivelato un’autentica fortuna ed ha favorito la crescita negli anni successivi.

Le ragioni del successo della ditta

Avere al mio fianco una collaboratrice efficientissima, avere puntato sulla qualità, il tenere d’occhio le nuove tendenze, la serietà del mio impegno e saper mettere a proprio agio la clientela e mettiamoci pure un’ottima comunicatività.

Come ricorda il quartiere al momento della sua venuta?

Ricordo con nostalgia l’elevato livello di socialità che si percepiva tra gli abitanti. Viceversa oggi quel livello è molto scaduto. Intorno a me avevo pochi negozi ma conducevo una vita molto tranquilla, si stava tutti più tranquilli e sereni e c’era più spirito di comunità. E il Covid non ha certo migliorato la situazione.

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I comportamenti dei clienti come sono mutati?

Nel mio locale molti clienti venivano (e tornano ancora) per trascorrere del tempo in totale serenità, per farsi anche qualche risata amichevole. Oggi si lavora molto anche sui social e io non mi sottraggo pubblicando novità e, con il consenso delle clienti, anche qualche bella foto sui miei “capolavori”

Cosa pensa della situazione del quartiere e cosa bisognerebbe fare nell’ambito commerciale?

Occorre intervenire soprattutto sui problemi della sicurezza. Per l’altro aspetto è necessario cercare una più accurata comunicazione tra i commercianti.


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