Scia di sangue sul lavoro nel Lazio: 19 morti in tre mesi. Roma maglia nera per sicurezza

Secondo gli ultimi dati Inail rielaborati dalla Cgil regionale, tra gennaio e marzo si sono contati 19 incidenti mortali, tre in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Non è più un’emergenza, ma una tragica consuetudine che i numeri faticano ormai a contenere. Il bilancio del primo trimestre 2026 restituisce l’immagine di un Lazio dove la sicurezza sul lavoro sembra aver fatto passi indietro.

Secondo gli ultimi dati Inail rielaborati dalla Cgil regionale, tra gennaio e marzo si sono contati 19 incidenti mortali, tre in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Di questi, la stragrande maggioranza – ben 16 casi – è avvenuta nella provincia di Roma.

L’impennata delle denunce: +9,2%

Non sono solo i decessi a spaventare, ma l’intero volume degli infortuni denunciati, segnale di un ecosistema produttivo sempre più fragile. Le segnalazioni complessive sono balzate dalle 10.244 del primo trimestre 2025 alle 11.189 del 2026. Un incremento netto del 9,2% che attraversa quasi tutte le province della regione.

Se Roma guida la triste classifica con 8.900 casi (erano 8.124 un anno fa), la crescita è palpabile anche altrove: a Latina si sfiorano le 900 denunce (+12%), mentre Viterbo e Rieti registrano aumenti significativi. Solo Frosinone appare in una fase di stasi, con un solo caso di differenza rispetto al 2025.

Il fattore età e i settori a rischio

Il fenomeno è trasversale. Colpisce le donne (passate da 4.180 a 4.703 denunce) e gli uomini, ma è l’analisi per fasce d’età a destare maggiore preoccupazione: l’aumento degli infortuni investe sia i giovanissimi (20-24 anni) che i lavoratori ormai prossimi alla pensione (65-69 anni), a dimostrazione di come la scarsa cultura della sicurezza non risparmi nessuna generazione.

Sul fronte settoriale, i picchi più preoccupanti si registrano in ambiti chiave:

  • Costruzioni: da 445 a 504 casi.

  • Sanità e assistenza sociale: da 655 a 727.

  • Commercio e intrattenimento: in forte ascesa.

L’accusa del sindacato: “Formazione tardiva e deroghe pericolose”

La Cgil punta il dito contro le scelte legislative, in particolare nel settore della ristorazione e del turismo, che a marzo ha visto un aumento delle denunce del 12,7%.

Sotto accusa la recente legge di conversione del Dl 159/2025, che permette di posticipare la formazione sulla sicurezza fino a 30 giorni dopo l’assunzione.

“È la prova di una scelta politica errata,” attacca il sindacato. “Inserire una deroga alla formazione per i nuovi assunti espone i lavoratori a rischi altissimi proprio nel momento di massima vulnerabilità.”

L’appello alle istituzioni: verso un’estate di fuoco

Con l’arrivo della stagione calda, il timore è che ai rischi strutturali del sistema degli appalti si aggiungano quelli climatici.

Il sindacato chiede alla Regione Lazio un intervento immediato per prevenire le patologie da stress termico, invitando a una stretta sui controlli nelle filiere degli appalti, dove si concentra la maggior parte degli infortuni gravi.

Il dato è tratto: 19 vite spezzate in soli 90 giorni. Un bollettino di guerra che impone una riflessione urgente sulla qualità del lavoro nel cuore dell’Italia.

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