Municipi: ,

Smart Working in Atac: lavoratori entusiasti, ma i capi bocciano la produttività

I risultati del sondaggio 2025: l'80% dei dipendenti promuove il lavoro agile, ma i responsabili segnalano criticità nella gestione dei team e cali di rendimento

Il dibattito sul lavoro agile in ATAC si riaccende con la pubblicazione dei risultati di una survey interna condotta a metà 2025.

I dati, resi noti grazie a un accesso agli atti del consigliere capitolino Francesco Carpano (Forza Italia), mostrano una spaccatura netta tra dipendenti e management.

Nonostante un’adesione del 70% e un gradimento ampiamente positivo tra i lavoratori, l’azienda conferma la linea restrittiva: 4 giorni al mese di smart working, meno della metà rispetto a quanto previsto dagli accordi con Roma Capitale.

Il “disallineamento” interno

Il documento evidenzia due punti di frizione principali:

– Pianificazione e resa

Per i manager, il lavoro da remoto frammenta le attività e riduce l’efficienza operativa.

Per i dipendenti, invece, la concentrazione aumenta fuori dall’ufficio e la produttività non risente della distanza.

– Gestione dei team

I responsabili segnalano una perdita di controllo diretto e una cultura digitale ancora non pienamente matura, soprattutto nella gestione di flussi amministrativi complessi — come dimostrato, secondo alcune criticità interne, dalle difficoltà nell’elaborazione delle buste paga.

Dalle aperture alla “retromarcia”

L’evoluzione dello smart working in ATAC è stata altalenante:

  • Aprile 2024 – Richiesta diffusa di ripristino del lavoro agile.

  • Novembre 2024 – Gennaio 2025 – Sperimentazione con 2 giorni a settimana per circa 950 dipendenti amministrativi.

  • Oggi – Riduzione a 4 giorni al mese, contro una media di 2 giorni a settimana (8-9 al mese) prevista dal protocollo di Roma Capitale.

La polemica politica: il “paradosso Atac”

Secondo Carpano (Forza Italia), esiste un problema di coerenza sistemica:

Atac è l’azienda con più dipendenti del Comune e quella che più beneficerebbe della riduzione del traffico privato. È paradossale che mantenga un regime di smart working inferiore a quello del Comune stesso.”

L’affondo politico coinvolge anche il sindaco Roberto Gualtieri, accusato di non aver allineato l’azienda ai parametri capitolini.

Sul tavolo resta un nodo più ampio: la modernizzazione digitale di ATAC. La difficoltà nella gestione del lavoro da remoto, secondo l’opposizione, sarebbe il sintomo di processi interni ancora troppo legati alla presenza fisica e a modelli organizzativi tradizionali.

Il confronto tra efficienza gestionale e benessere organizzativo, dunque, è tutt’altro che chiuso.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento