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Tor Sapienza, giù le “stecche dello spaccio”: maxi-investimento da 15 milioni di euro

Demoliti i fabbricati fantasma occupati per anni, al loro posto un parco urbano per 3.000 residenti. Sbloccato il braccio di ferro con la Sovrintendenza

Per anni le hanno chiamate le “stecche”, due palazzoni di cemento nati con ambizioni commerciali nel cuore del complesso Ater di viale Giorgio Morandi, a Tor Sapienza, e presto trasformati nell’ennesimo fortino dell’illegalità, tra occupazioni abusive e piazze di spaccio.

Stamattina, mercoledì 17 giugno, sotto i colpi dei bracci meccanici, uno di quei colossi ha iniziato a venire giù. Un crollo simbolico che segna l’avvio della maxi-riqualificazione da oltre 15,7 milioni di euro destinata a cambiare per sempre il volto di una delle periferie più complesse e dimenticate di Roma Est.

Al sopralluogo per assistere all’inizio delle demolizioni si è schierato lo stato maggiore della Regione Lazio e della politica locale: il governatore Francesco Rocca, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, gli assessori regionali Pasquale Ciacciarelli e Fabrizio Ghera, guidati dai vertici di Ater Roma, il commissario straordinario Orazio Campo e il direttore generale Marco Rocchi. Un parterre delle grandi occasioni per celebrare la fine di un lungo e tormentato psicodramma burocratico.

Il pasticcio del passato e lo stop della Sovrintendenza

La storia del recupero di Tor Sapienza, infatti, era iniziata sotto tutt’altri auspici, rischiando di trasformarsi nell’ennesima opera incompiuta. La precedente gestione Ater aveva avviato il piano di abbattimento con una procedura d’urgenza finanziata dalla Regione con 2 milioni di euro.

Un tentativo naufragato quasi subito: i cantieri erano stati congelati dalla Sovrintendenza Capitolina. Il motivo? Quegli ecomostri degradati erano paradossalmente protetti dal vincolo urbanistico della “Carta per la Qualità”. Un paradosso burocratico che ha paralizzato l’area, lasciandola nel limbo.

L’attuale dirigenza dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale ha dovuto così riavvolgere il nastro. Un fitto lavoro di diplomazia istituzionale ha portato prima alla cancellazione dei due edifici dalla Carta per la Qualità — azzerando i vincoli — e poi a una totale riprogettazione del piano d’intesa con la Soprintendenza Speciale del Ministero della Cultura.

Il piano: un parco e la rinascita di 500 alloggi

Oggi, grazie allo sblocco delle autorizzazioni e a un corposo finanziamento integrativo stanziato dalla giunta Rocca, il progetto iniziale è quadruplicato nelle risorse e nelle ambizioni. I 15,7 milioni di euro totali sul piatto sono stati così ripartiti:

  • 13,5 milioni di euro: Interamente destinati al risanamento e alla ristrutturazione degli edifici residenziali del complesso, che ospitano oltre 500 alloggi popolari.

  • 2,2 milioni di euro: Utilizzati per radere al suolo le strutture commerciali abusive e trasformare la grande corte centrale in un immenso parco urbano attrezzato, a beneficio dei circa 3.000 residenti del lotto.

Il cantiere seguirà inoltre le regole dell’economia circolare: i materiali derivanti dalle demolizioni della stecca saranno quasi interamente recuperati e riciclati per ridurre l’impatto ambientale.

Una nuova identità per Tor Sapienza

“Restituiamo sicurezza, decoro e dignità a migliaia di famiglie che per troppo tempo hanno convissuto con il degrado e l’ombra della criminalità sotto le proprie finestre.”

Le ruspe in azione a viale Giorgio Morandi non cancellano solo il cemento abusivo, ma provano a scardinare lo stereotipo della periferia romana condannata all’abbandono.

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