Tor Sapienza in settemila alla guida con l’Autoscuola Collatina

Un’avventura iniziata nel lontano 1963
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 9 Agosto 2012

Sono davvero tanti gli automobilisti del quartiere che sono passati dalla storica Autoscuola Collatina. Ed oggi siamo in via degli Armenti 65/D,E,F per conoscerne la storia, attraverso il racconto di Rocco Arena.

Signor Rocco, perché ha deciso di diventare istruttore di scuola guida?

Il mio approccio con il mondo dell’autoscuola è stato molto singolare. In partenza il mio mestiere doveva essere quello del geometra, ma la bocciatura al primo esame di teoria per acquisire la patente di guida, cambiò questo destino.

Come?

Mio fratello che, già negli anni ’60 possedeva una scuola guida, mi disse che l’istruttore mi avrebbe fatto domande facilissime, ma purtroppo non riuscii lo stesso a passare l’esame. Così la punizione fu quella di imparare a memoria il Codice stradale. Un giorno capitò che mio fratello non poteva essere presente a lezione e mi disse che io ero pronto (visto che sapevo ormai a memoria il Codice) per sostituirlo nel suo lavoro. Così, quasi senza patente, mi ritrovai a fare l’istruttore ad altre persone. La cosa più divertente di aver studiato bene quel Codice è stata quella di poter girare per la città conoscendo tutte le dinamiche di circolazione. Quando i vigili urbani cercavano di bloccarmi riuscivo spesso a fargli fare delle brutte figure, perché magari proprio loro ignoravano alcune norme del Codice.

Come nasce l’Autoscuola Collatina?

Abbiamo iniziato a lavorare in quest’autoscuola nel lontano 1963 nella sede di via Collatina 245, da cui appunto prende il nome il locale, che è anche stata una delle tante location dove siamo stati. Successivamente ci siamo spostati al civico 244, poi sulla piazza principale Cesare De Cupis sino ad approdare alla sede attuale di via degli Armenti 65.

Com’era allora Tor Sapienza?

Ricordo che all’epoca era molto diversa sul fronte della viabilità. Le poche macchine presenti posteggiavano in maniera disordinata e non c’era alcuna traccia di segnaletica nelle via secondarie. Gli automobilisti pensavano che via di Tor Sapienza fosse la strada principale, senza tenere conto che il codice prevede che, da qualunque strada si provenga, chi viene da destra ha la precedenza. Ed è stato molto difficile far capire questa elementare regola.

Che genere di autoveicoli venivano usati?

Addirittura nei pressi della prima sede di via Collatina vicino alla seicento della scuola guida era spesso parcheggiata una Topolino. In seguito arrivarono molti altri modelli, ad esempio la 126 e la Panda diesel. La Fiat la faceva da padrone nel campo dell’auto e tuttora si dimostra una marca adeguata per la scuola guida grazie alle sue caratteristiche e alla comodità necessarie sia all’allievo che all’istruttore.

Qual è il segreto del successo di questa autoscuola?

Lavorare onestamente servendosi di veicoli idonei per facilitare l’apprendimento degli allievi, era importante anche l’aspetto sempre perfetto e pulito delle autovetture da noi usate. Senz’altro anche la capacità mia, di mia moglie Lilli e della nostra storica collaboratrice Franca.

Quanti utenti sono passati da voi?

Possiamo vantare di aver patentato circa 7000 persone, quasi una cittadina.

Alla guida dell’Autoscuola oggi c’è suo figlio…

Già da una decina d’anni ho passato il testimone a mio figlio Daniele che svolge egregiamente il suo mestiere confrontandosi ogni giorno con tantissimi giovani. Un tempo venivano padri di famiglia che quando avevano assestato la famiglia decidevano di prendere la patante e prenotare la prima macchina. A volte succedeva che arrivava prima la macchina e la patente ancora non c’era.

Come sono cambiati i comportamenti dei nuovi guidatori?

Innanzitutto non abbiamo più solo allievi italiani, ma tanti stranieri sono intenzionati a prendere la patente con una percentuale che quasi supera quella dei nostri connazionali. Rispetto ad un tempo troviamo anche una perfetta parità tra uomini e donne che in egual misura sono desiderosi di iniziare a guidare.

Devo dire che prima gli allievi arrivavano più preparati e magari già guidavano con l’aiuto del padre. Di sicuro il traffico era minore. Adesso possiamo dire che sono un po’ legati, ma spesso la circolazione caotica incide parecchio.

Come si è trasformata Tor Sapienza?

Il quartiere è sicuramente migliorato ma ancora possiede delle lacune per quanto riguarda la viabilità. Le strade sono strette e la segnaletica molto caotica, mi dispiace perché in tutti i cambiamenti che sono stati fatti nessuno a deciso di interpellarmi visto che osservo le strade del quartiere da anni. Per migliorare la circolazione sarebbe necessario individuare la maniera adeguata per creare un senso unico lungo via di Tor Sapienza, divenuta la strada principale.

A proposito di Tor Sapienza di una volta vorrei regalare a voi ed ai vostri lettori queste foto di Tor Sapienza di una volta: la prima mostra la via di Tor Sapienza, con una parte del quartiere ancora in via di costruzione e un’altra la via Collatina nello stesso periodo.

Grazie.


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