

Il Gruppo Garbage stronca il piano del Campidoglio sul risanamento fluviale. Rafforzata la flotta di pulizia
L’affascinante sogno estivo di rivedere i romani a fare il bagno nel Tevere, ricalcando le storiche immagini in bianco e nero degli anni ’50, rischia di infrangersi definitivamente contro la dura realtà ingegneristica del sistema fognario della Capitale.
Dopo le forti perplessità sollevate nei mesi scorsi dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e i severi moniti degli scienziati della Società Italiana di Medicina Ambientale, arriva un altro pesantissimo stop tecnico al piano di balneabilità annunciato dal sindaco Roberto Gualtieri.
A pronunciare la stroncatura è Paolo Baldoni, amministratore delegato del Gruppo Garbage, l’azienda che lavora quotidianamente sul campo per la rimozione dei rifiuti e il risanamento dei corsi d’acqua.
Secondo il manager, ipotizzare un Tevere balneabile e sicuro per la salute dei bagnanti è, allo stato attuale e con le infrastrutture esistenti, «un traguardo estremamente difficile, se non del tutto irraggiungibile».

La bocciatura tecnica non è legata a un pregiudizio politico, ma a una precisa dinamica idraulica che si innesca a ogni temporale. Baldoni ha spiegato che il principale nemico della balneabilità del Tevere è il comportamento della rete fognaria durante gli eventi meteo intensi, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico.
Quando su Roma si abbatte un forte acquazzone, la massa d’acqua piovana che si riversa nei tombini mette istantaneamente sotto pressione i depuratori comunali. Gli impianti non riescono a trattare l’enorme e improvviso volume di liquido in arrivo, attivando così i cosiddetti “sfioratori di piena” che scaricano l’eccedenza d’acqua — non ancora depurata — direttamente nel letto del fiume.
È lo stesso identico fenomeno che spinge i sindaci dei comuni costieri a vietare temporaneamente i bagni in mare dopo i temporali. Nel caso di un fiume a lento scorrimento come il Tevere, questo rende matematicamente impossibile garantire parametri microbiologici costanti e sicuri.
«Con le tecnologie e le reti fognarie oggi disponibili nel sottosuolo di Roma – ha scandito senza giri di parole l’ad del Gruppo Garbage – ritengo che rendere il Tevere balneabile sia un obiettivo praticamente impossibile da centrare».
Se il sogno dei fiumi balneari viene archiviato come un miraggio estivo, resta invece in piedi l’impegno comune tra le istituzioni per trasformare il Tevere in un corridoio ecologico pulito e fruibile lungo le banchine.
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