

Inaugurata l'installazione "L’Approdo" nel laghetto del parco. L'opera di Mook e Hitnes, finanziata con i fondi PNRR, unisce riciclo e biodiversità
Un antico pattino a remi che affiora dalle acque del laghetto, sul quale riposano volatili giganti custodi della biodiversità.
Da questa mattina Villa Ada Savoia, uno dei cuori verdi più amati del Municipio II, ospita una nuova installazione artistica ad alto valore ecologico: si chiama “L’Approdo” ed è stata tenuta a battesimo dall’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi, insieme alla presidente municipale Francesca Del Bello e ai due autori dell’opera, Carlo Nannetti (in arte Mook) e Hitnes.
L’intervento fa parte del pacchetto di investimenti finanziati tramite i fondi del PNRR per il restauro e la valorizzazione dei parchi e dei giardini storici della Capitale.
L’obiettivo? Raccontare, attraverso il linguaggio visivo, la complessa e delicata relazione di convivenza tra l’uomo, gli animali e la natura dentro il perimetro soffocante del tessuto urbano.
L’opera ha come fulcro un vecchio pattino in legno, recuperato e restaurato dai due artisti, scelto come simbolo della memoria storica del luogo e del suo paesaggio lacustre. Sopra l’imbarcazione svettano tre grandi cornacchie e un gabbiano, interamente plasmati con materiali di riciclo.
Le loro proporzioni accentuate e la postura vigile trasformano lo scafo in una sorta di torre di controllo sospesa tra l’intervento umano e la fauna selvatica, a testimonianza di come gli animali sappiano colonizzare e adattarsi ai mutamenti delle nostre città.
Ma “L’Approdo” non è soltanto un’installazione da ammirare a distanza. Il pattino è stato infatti dotato di speciali rampe sommerse che offrono una sponda d’accesso e un’area di sosta asciutta alle numerosissime tartarughe che popolano lo specchio d’acqua.
Un invito alla contemplazione lenta per i frequentatori della villa, che stimola la riflessione sui temi delle migrazioni e della tutela degli ecosistemi.
«L’arte ambientale è un potente strumento di sensibilizzazione sociale e rigenerazione urbana», ha commentato l’assessora Sabrina Alfonsi. «Da oggi a Villa Ada la creatività contribuisce direttamente e materialmente alla vita del micro-ecosistema del laghetto».
L’installazione nel laghetto rappresenta solo un tassello del più ampio mosaico di riqualificazione che sta interessando Villa Ada. Il piano del Campidoglio punta a coniugare la tutela storica del sito con la sua fruibilità da parte dei cittadini.
Tra i progetti cardine figurano la recente apertura del nuovo accesso pedonale lungo via di San Filippo Martire e l’avvio del cantiere per la rinascita delle ex scuderie reali, i cui lavori seguiranno i severi standard energetico-ambientali del protocollo GBC Historic Building.
Parallelamente, è in corso un massiccio intervento di ingegneria naturalistica sul patrimonio forestale della villa, incentrato sullo studio delle specie autoctone, sul recupero del sottobosco e sulla piantumazione di nuovi alberi per rinvigorire il polmone verde.
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