Un bradipo chiamato tram Togliatti

Se ne parla dagli anni '50 da quando pezzi della strada si chiamavano circonvallazione Subaugusta, viale della Botanica, via del Fosso di Centocelle, via Lucera

Qualche giorno fa l’assessore alla mobilità di Roma Eugenio Patanè ha annunciato che l’appalto per la realizzazione del tram su viale Togliatti da piazza Cinecittà a Ponte Mammolo è stato aggiudicato al Raggruppamento Temporaneo di Imprese con il consorzio stabile Pangea Scarl, in qualità di mandataria, e Sielte Trasporti Srl., Se.Ge.Co Srl e Dsba Srl in qualità di mandanti. I lavori, dicono, dovrebbero durare 18 mesi da settembre di quest’anno.

Non è proprio il progetto del 2006 da Saxa Rubra a Laurentina oggetto di una delibera di iniziativa popolare su cui furono raccolte circa undicimila firme dei cittadini approvata all’unanimità dal Consiglio comunale e promossa da un folto gruppo di Comitati di cittadini, ma almeno dopo quasi vent’anni si inizia a fare qualcosa.

Nella Delibera del febbraio 2006, infatti, si diceva “di impegnare il Sindaco e la Giunta ed in particolare l’Assessore alla Mobilità e l’Assessore con la Delega al Forum Agenda 21 a predisporre entro un mese: − l’avvio di un processo di partecipazione dei cittadini di Roma, ed in particolare di quelli abitanti nel settore della città interessato dalle opere in questione, [….] di impegnare il Sindaco e la Giunta a predisporre, per rendere effettivo questo processo di partecipazione, adeguati strumenti d’informazione e di comunicazione che garantiscano il pieno coinvolgimento dei Comitati e delle Associazioni di quartiere ed Ambientaliste e di tutti i cittadini interessati”.

Come spesso succede a Roma naturalmente niente di tutto questo è stato fatto né dal sindaco Veltroni allora né dalle successive amministrazioni della destra di Alemanno, del centrosinistra di Marino, dei Cinque stelle della Raggi. Oggi un pezzo importante lo fa il sindaco Gualtieri grazie ai fondi del Pnrr che si sono salvati dai tagli di Salvini. E lo fa insieme all’altro intervento su Tram della linea Termini-Vaticano-Aurelio il cui primo tratto, dicono, sarà realizzato fino a Largo Argentina.

Del Tram su viale Togliatti se ne parla dagli anni ’50 da quando pezzi della strada si chiamavano circonvallazione Subaugusta, viale della Botanica, via del Fosso di Centocelle, via Lucera.

La sua importanza strategica per la periferia sudest della Capitale deriva dal fatto che intersecherà tre linee di metropolitana (A, B, C) una di treno la Fl2 (Roma- Guidonia) e il tram la Termini-Tor Vergata, sempre che si faccia.

Mi sono fatto vecchio ad aspettarlo, nonostante tutto spero di vederlo in funzione.

Un commento su “Un bradipo chiamato tram Togliatti

  1. UN’IMPRESA IMPOSSIBILE: LA PIANIFICAZIONE DI UNA FUNZIONALE RETE DI TRASPORTO PUBBLICO

    Che il progetto della tramvia Saxa Rubra – Laurentina, risalente al 2006, non sia stato fino ad ora realizzato non desta meraviglia, se si pensa che, in più di 40 anni, gli eletti, nell’Amministrazione centrale e in quella di prossimità, che si sono fino ad ora avvicendati non hanno ANCORA risolto il problema del trasporto pubblico all’interno del comprensorio di Tor Tre Teste.

    L’ODISSEA DEI RESIDENTI A TOR TRE TESTE

    Appunto 40 anni fa fu creata la linea bus “556”, per Tor Tre Teste: due vetture di numero, malandate, che, a turno si rompevano, e, quando non erano rotte, erano dirottate su altre linee, per sostituire, per esempio, il tram “14”, quando c’erano problemi sui binari… E chi abitava nel quartiere aspettava, aspettava, aspettava…
    All’inizio del suo funzionamento il “556”, da via Davide Campari, prima, e da l.go Serafino Cevasco, poi, conduceva i residenti a Centocelle e li riportava nel comprensorio, con i disagi sopra esposti.
    Poi si è pensato, di prolungarne il tragitto fino a via delle Alzavole, per consentire ai dipendenti della Motorizzazione di raggiungere il posto di lavoro (se ne saranno mai serviti?) e di attestarne il capolinea a via Tobagi. La disposizione ha ulteriormente aggravato il disservizio dell’unica linea di trasporto circolante nel territorio.
    Il percorso rallentato in zona Centocelle, dagli innumerevoli ostacoli incontrati, e dal traffico, su v.le Palmiro Togliatti e su via Prenestina (nell’epoca in cui vi passava); il tragitto allungato e i continui guasti alle vetture costringevano i residenti di Tor Tre Teste a lunghissime attese e a salire, quando finalmente arrivavano, su vetture gremite fino all’inverosimile. Nel 2014, cittadini volenterosi di Tor Tre teste hanno chiesto ripetutamente e con costanza ottenuto l’assegnazione, in aggiunta al “556”, di una celere navetta, la “565”, con un tragitto brevissimo, dalla fermata “Abelie” del tram “14” (a ridosso del Municipio) alla fermata Tobagi della metro “C”. In quell’occasione si ottenne anche la fermata, nei due sensi di marcia, in via di Casa Calda, per andare al Policlinico Casilino, che prima si poteva raggiungere con ben 3 mezzi (il “556” fino a v.le Palmiro Togliatti, il “451” fino a via Casilina, il tram delle Laziali fino a Torre Spaccata o a Torre Maura.
    Dopo due/tre anni la navetta è stata soppressa e agli abitanti di Tor Tre Teste, avvezzi ai disagi (più di 40 anni di lunghissime attese e di scomodissimi viaggi su vetture strapiene), è stato fatto un inaspettato regalo: il “556” è stato prolungato fino a via Anagnina!
    Da Gardenie ad Anagnina, se non erro, 46 fermate. Cinque quartieri da attraversare. Attese di ore.
    L’intento : prendere “due piccioni con una fava”! Con una spesa ridotta si sarebbero serviti più quartieri.
    Che importava che ad essere danneggiati, ancora una volta, fossero gli abitanti di Tor Tre Teste !
    Ora, convenuto che il percorso del “556” era esageratamente lungo, si è deliberato di assegnare al quartiere due circolari : la “556”, che da Anagnina raggiungerebbe via Viscogliosi, e la “550”, che da “Gardenie” arriverebbe a via Viscogliosi, per proseguire e raggiungere Gran Roma e continuare fino a via dell’Omo e a via Longoni.
    Era palese l’intento di prolungare fino a Gran Roma il percorso “556”, dell’unico mezzo di trasporto in transito a Tor Tre Teste, fin dal primo momento in cui il centro commerciale è stato aperto. La motivazione “ufficiale”: consentire alle dipendenti donne di raggiungere il posto di lavoro e di fare ritorno a casa, a fine giornata. Ma se le lavoratrici, assunte a Gran Roma, prima di andare al lavoro, come la maggioranza delle lavoratrici mamme, dovessero recarsi ad accompagnare i propri figli dai nonni; e come la maggior parte delle lavoratrici mamme, dovessero, nell’arco della giornata, rendersi pronte ad uscire in anticipo dal posto di lavoro, nell’eventualità di necessità improvvise ed impreviste dei propri figli; e, a fine turno di lavoro, come la maggior parte delle lavoratrici mamme, dovessero andare a riprendere i propri figli in palestra, in piscina, al corso d’inglese, a casa dei nonni, presso i quali avessero pure la possibilità di ritirare la spesa e la cena già pronta, pensate che si serviranno della circolare “550” per i loro spostamenti casa – Gran Roma e Gran Roma – casa ?
    Allora le motivazioni alla base della programmazione del percorso della circolare “550” sono altre!
    Forse, nello scegliere una sede aziendale occorrerà verificare che ci siano insediamenti circostanti e che la zona sia ben collegata ! Qualora non lo sia e, per fini aziendali, ossia per rimediare alla mancanza di opportuni collegamenti, si provveda alla modifica del servizio di trasporto pubblico di zona, con modalità lesive delle necessità di chi risiede nel territorio, i cittadini danneggiati e non sprovveduti, di certo, non diverranno clienti del centro vendite causa dei loro disagi !
    Giri plurimi, percorsi prolungati, tempi di percorrenza rallentati ! Il risultato di questa “strategica” innovazione ? Chi abita nella parte vecchia di Tor Tre Teste, per esempio a via Falck, se avrà necessità di andare al Policlinico Casilino dovrà prendere la circolare“550”,fino a via Viscogliosi. A via Viscogliosi dovrà salire sulla circolare “556”, per scendere a via Belon.
    Tutti gli studenti, che risiedono nella parte vecchia di Tor Tre Teste e frequentano l’Istituto secondario di 2° grado, Lattanzio – Di Vittorio di via Teano, se, per evitare i ritardi, per traffico, del “213”, e le non sempre agevoli coincidenze tra il bus proveniente da Tor Tre Teste e il tram “14”, intendessero prendere la metro “C” a Torre Spaccata e scendere davanti la scuola, alla fermata Teano, saranno costretti a prendere la circolare “550”, fino a via Viscogliosi A via Viscogliosi dovranno salire sulla circolare “556”, per scendere alla fermate Torre Spaccata della metro “C”.
    Così come gli studenti, residenti nella parte nuova di Tor Tre Teste, per esempio a via Sanguinetti, che avessero necessità di raggiungere le rispettive scuole, dislocate sulla via Tiburtina, dovrebbero con la circolare “556” raggiungere via Viscogliosi.
    A via Viscogliosi dovrebbero salire sulla circolare “550”, per arrivare a v.le Palmiro Togliatti a prendere il mezzo, diretto verso la via Tiburtina, dove si trovano le scuole dagli stessi frequentate.
    Due mezzi all’interno dello stesso quartiere, per percorrere una manciata di chilometri !
    Chi dobbiamo ringraziare per questo ennesimo disagio? Poi si rimprovera ai cittadini la disaffezione politica e la diserzione delle urne !!!

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