Un successo la premiazione del VI Premio Vincenzo Scarpellino 2016

Sabato 11 giugno 2016 presso il Centro Culturale Lepetit a Roma Tor Tre Teste

Sabato 11 giugno 2016 presso il Centro Culturale e Anziani Lepetit a Roma Tor Tre Teste la cerimonia di premiazione della VI edizione del Premio Scarpellino di poesia e stornelli inediti nei dialetti del Lazio si è aperta con la mirabile esecuzione da parte del Coro Accordi e Note diretto dal M° Roberto Boarini delle canzoni “Quanto sei bella Roma” e “Roma nun fa la stupida stasera”.

CoroAccordiEnoteLa serata, introdotta da Giorgio Grillo presidente del Centro culturale Lepetit che ha ringraziato il Coro e gli intervenuti (Giuria, vincitori, finalisti, scuole), si è avvalsa della brillante e professionale conduzione di Angelo Blasetti che ha esordito con la declamazione della poesia “Er vive quotidiano” di Vincenzo Scarpellino, poeta romanesco al quale è dedicato il Premio, su indicazione di Achille Serrao poeta e ideatore del concorso.

Sono stati premiati gli alunni delle classi 1^E e 1^F dell’Istituto Comprensivo Guido Milanesi di Roma (insegnante Donatella Fiori) i quali hanno inviato una poesia “Er fiore e la farfalla”, frutto di un lavoro di gruppo, al termine di un mini-corso di poesia dialettale tenuto dal dr. Marcelli, Presidente dell’Accademia Romanesca. Un altro premio è andato agli alunni della classe IV A della scuola primaria “Santa Reparata” di Maenza dell’Istituto Comprensivo Roccagorga-Maenza (dirigente scolastico Prof.ssa Paola Di Veroli) che hanno composto una bella collana di poesie in dialetto maentino.

Rappresentanza SAcuola di Sermoneta
Alunni della scuola di Sermoneta

Le due scuole non hanno potuto essere presenti, mentre hanno partecipato, portando in sala una fresca ventata di gioventù un gruppo di alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “Donna Lelia Caetani” di Sermoneta (dirigente scolastico prof. Enzo Mercuri), accompagnati dall’insegnante Alessandra Cacciotti e da Dante Ceccarini, ex presidente dell’Archeoclub nonché poeta e autore di numerosi volumi sul dialetto sermonetano. I ragazzi hanno letto con disinvoltura e perfetta pronuncia i loro testi in dialetto, sottolineati dagli scroscianti applausi del folto pubblico. È seguita la consegna della targa e dei diplomi di partecipazione e di libri offerti da Edizioni Cofine.

AgneseMonaldiA far da preludio alla premiazione dei finalisti e dei vincitori della sezione poesia, Blasetti ha ingaggiato tra gli applusi una gara con l’ospite speciale Agnese Monaldi che ha cantato “a comando” alcune ottave (otto versi endecasillabi, di cui i primi sei a rima alternata e gli ultimi due a rima baciata). E la Monaldi che da più di otto anni si cimenta con successo nel canto estemporaneo, che nell’ultimo secolo è stato esercitato solo da poeti uomini, non si è fatta pregare e ha improvvisato, a più riprese sino al termine. ottave dedicate di volta, al Coro e al suo direttore, ai membri della giuria, al presentatore stesso della serata.

Sono stati premiati quindi, leggendo ognuno un suo testo, i finalisti della sezione Poesia: Luciano Gentiletti (Rocca di Papa, dialetto romanesco), Gaudenzio Vannozzi (Genzano, dial. romanesco), Pierino Pennesi (dialetto di Allumiere) e la stessa Agnese Monaldi, (dialetto di Allumiere). Assenti giustificati: Angela Sgamma (dialetto di Allumiere) Valerio Volpi (Anguillara Sabazia, dial. romanesco) e Bruno Fiorentini (Bracciano, dial. romanesco).

Aurora Fratini
Aurora Fratini
MariaLanciotti
Maria Lanciotti

Dopo un nuovo stacco musicale del Coro Accordi e Note, preceduta dalla lettura di un loro testo poetico è stata la volta della premiazione dei vincitori della sezione poesia, iniziando dalla terza classificata Aurora Fratini (dialetto di Sambuci), seguita dalla seconda classificata Paola Volpi (dialetto romanesco) e dalla prima classificata Maria Lanciotti, poetessa in dialetto di Subiaco. Per tutte e tre (per la prima volta la terna vincitrice del premio è stato tutta al femminile) gadgets, targa e fiori.

Cesare Aloisi
Cesare Aloisi
Pierino Pennesi
Pierino Pennesi

Nella Sezione stornelli (chiamati e premiati dal terzo al primo classificato) si sono succeduti il terzo classificato Cesare Aloisi (Tarquinia, dialetto romanesco) che ha cantato accompagnandosi con la chitarra i propri stornelli, la seconda classificata Maria Pia Santangeli (Rocca di Papa, dialetto romanesco) e il vincitore della sezione stornelli Pierino Pennesi (dialetto di Allumiere) che cavallerescamente ha cantato prima gli stornelli della Santangeli e poi i suoi, applauditissimo.

Alla premiazione hanno presenziato i membri della Giuria: Cosma Siani (presidente), Rossano Tantari, Paolo D’Achille, Giorgio Grillo e Vincenzo Luciani (assenti giustificati Franco Onorati e Pietro Paris).

Due premi speciali infine sono stati assegnati dal presidente del Centro Lepetit Giorgio Grillo a Chiara Forbicioni della ditta Cardeto, sponsor storico del Premio alla quale è stato chiesto di cantare con la sua bella voce un canzone romana. Cosa che ha fatto guadagnandosi gli applausi degli uditori e degli organizzatori. A lei è andato in premio una bellissima opera in porcellana dell’artista Paola Cenciarelli. Un’altra bellissima opera della Cenciarelli è andata infine al presentatore della serata Angelo Blasetti che ha deliziato con la sua verve e la sua bravura i numerosi partecipanti chiamati poi a partecipare ad un generoso ristoro a conclusione di una manifestazione che dà l’appuntamento alla prossima VII edizione del Premio nel nome del poeta romanesco Vincenzo Scarpellino.

Ci sia consentito concludere questo resoconto con un suo sonetto quanto mai attuale.

Er vive quotidiano

Vivemo stretti come le sardine
e se scanzamo per restà lontani,
coremo tutti p’agguantà un domani
che tra le righe porta scritto: FINE!

Vado a lo sgobbo tutte le matine
e spollo assieme all’antri esseri umani,
fó p’accostalli e pareno marziani
co li spinotti, er “bippe” e l’antennine.

Pago lo scotto, smammo, m’arintano
e a tu per tu co la coscenza mia,
scanzo er tran-tran der vive quotidiano

pe córe incontro a un monno de poesia,
che m’accarezza e che me pìa pe mano
pe dà lo sfratto a la malinconia.


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