Una vita per la musica: “Ennio”, il film di Giuseppe Tornatore

Francesco Sirleto - 13 Ottobre 2022
Visto l’altro ieri sera (finalmente) al cinema Caravaggio, “Ennio”, il film di Giuseppe Tornatore; due ore e mezza di straordinario spettacolo cinematografico dedicato ad un uomo che ha speso tutta la sua vita a comporre musica. Non soltanto musica per film, che già di per sé ne avrebbe sancito ed esaltato lo straordinario talento di cui era dotato, considerato che si tratta della musica per film più sublime che sia mai stata scritta, ma anche musica “assoluta”: sinfonie, sonate, messe, concerti per archi, per strumenti a fiato, ecc.
Un artista poliedrico, con un bagaglio di conoscenza e di cultura musicale che spaziava dalla musica strumentale del ‘600 e del ‘700 (Frescobaldi, Bach, Vivaldi, ecc.), alle più spericolate e avveniristiche forme e tendenze della musica contemporanea, dalla dodecafonia alle provocatorie dissonanze della musica atonale più recente, da Schoenberg a Cage. Quentin Tarantino, in questo bellissimo film di Tornatore (finalmente tornato ai livelli di Nuovo Cinema Paradiso) paragona Morricone ai grandissimi della musica di tutti i tempi (Bach, Mozart, Beethoven); forse ha esagerato un po’, ma certamente esprime un’ammirazione e un amore nei confronti delle sue numerosissime e notissime colonne sonore che, fuori d’Italia, contano milioni e milioni di condivisioni; e non solo tra coloro che amano il cinema, ma anche tra intenditori e amanti di musica classica.
Questo film, costruito sulla base di un minuzioso e accurato e stilisticamente perfetto lavoro di ricerca, ripercorre l’intera lunghissima vita del Maestro: i suoi studi, i suoi maestri (in primis Goffredo Petrassi), le sue sperimentazioni, i suoi primi contatti con il mondo del cinema, la sua amicizia con Sergio Leone, le sue relazioni con il mondo della canzone (da Gino Paoli a Gianni Morandi, da Mina a Franco Migliacci, ecc.), i suoi successi già a partire dai primi anni Sessanta, i suoi difficili rapporti con l’istituzione americana preposta agli Oscar, le sue amarezze per le incomprensioni e le sottovalutazioni che hanno accompagnato i suoi lavori da parte dei rappresentanti del mondo accademico musicale, gli incredibili successi e consensi raccolti in tutto il mondo dei compositori, dei gruppi musicali e degli amanti della musica pop. In poche parole: Ennio Morricone, con la sua musica, ha nobilitato ed esaltato la musica da film, rendendola protagonista e parte non secondaria ma essenziale dell’opera cinematografica e, nello stesso tempo, ha aperto nuovi e sconosciuti orizzonti nell’evoluzione dell’arte musicale.
Ma, al di là del significato profondo e rivoluzionario che assume il Morricone compositore, ciò che rende godibilissimo questo film, inchiodando gli spettatori alla poltrona, è la straordinaria successione di motivi e melodie che hanno reso notissimi in tutto il mondo film, registi, interpreti, immagini, storie che milioni di persone si ritrovano nel loro bagaglio di memorie e che hanno reso più sopportabile e più felice (forse) la loro stessa esistenza. Un grandissimo musicista (Ennio Morricone) raccontato da un ritrovato ottimo regista (Giuseppe Tornatore) che, con questo film, ha voluto esprimere al Maestro la sua infinita gratitudine per aver reso, con le sue note e le sue melodie, più belle e più commoventi pellicole come Nuovo Cinema Paradiso e La leggenda del pianista sull’oceano.
Ecce Vinum

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