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Ventimila immigrati assunti dalle imprese romane nel 2007

Nella provincia di Roma un assunto su tre è o sarà un immigrato. La previsione in una ricerca svolta da Unioncamere

Alla fine del 2007 saranno quasi ventimila i lavoratori immigrati che avranno un posto stabile presso le imprese romane. Questo uno dei dati che emerge nella ricerca sui fabbisogni occupazionali e le previsioni di assunzione delle imprese italiane condotta da Excelsior, il sistema informativo di Unioncamere e del Ministero del Lavoro.

Quasi un posto di lavoro su tre nella provincia di Roma, considerato il totale delle assunzioni attese nel corso di quest’anno, sarà appannaggio di un immigrato.

Nella speciale classifica stilata da Excelsior Roma (19.940 le assunzioni stimate di immigrati) è seguita da Milano (oltre 16 mila), Brescia e Torino (circa 7 mila), Bologna (sopra i 6 mila), Venezia (tra i 5 e i 6 mila), Firenze, Verona, Padova (più di 5 mila), Napoli (prima città del sud con oltre 4 mila).

A livello nazionale, secondo lo studio, il fabbisogno previsto per il 2007 va da un minimo di 160 mila (54 mila lavoratori in più rispetto al 2006) ad un massimo di 228 mila lavoratori immigrati (65 mila unità in più).

I settori più interessati ad occupare manodopera immigrata saranno i soliti. I servizi in primo luogo, seguiti da industria, sanità e servizi sanitari privati, turismo. In leggero aumento il personale da inserire in attività amministrative. Scarse le novità riguardanti la domanda di figure professionali, mentre risulta sempre abbastanza forte la richiesta di figure medio-basse. L’assunzione di profili dirigenziali, di elevata specializzazione o di professioni tecniche supereranno infatti di poco il 6% degli accessi complessivi (un punto in più rispetto al 2006).

La sostanziale stabilità della composizione professionale dei lavoratori immigrati da assumere, esemplificata dal rapporto esistente tra assunzioni di lavoratori immigrati e assunzione di lavoratori italiani, evidenzia in modo netto come il peso dei primi vada crescendo solo in corrispondenza di figure medio-basse.

Per i curatori della ricerca sembra ormai affermarsi un trend verso l’etnicizzazione di alcuni lavori. Non solo per quelle condizioni di lavoro e retributive di scarsa attrattiva per il lavoratore italiano, ma pure per la presenza ormai consolidata di lavoratori stranieri in corrispondenza di specifici profili.

Nello studio viene anche sottolineato come le imprese italiane siano sempre più determinate ad assumere lavoratori non italiani che abbiano già maturato esperienze lavorative. Ciò significa che circa metà degli assunti dovrà possedere un certo livello di esperienza.

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