Si è spento improvvisamente Antonio Calabrò, il “medico dei poveri”

I funerali si svolgeranno giovedì 22 ottobre alle 10 nella Chiesa di Don Bosco. Aveva creato un ambulatorio a piazza dei Decemviri a Cinecittà
di Aldo Pirone - 18 Ottobre 2015

I funerali del dott. Antonio Calabrò si sono svolti giovedì 22 ottobre alle 10 nella Chiesa di Don Bosco.

Antonio era un medico cardiologo all’ospedale Fatebenefratelli. Ma non era solo questo. Era, nei nostri quartieri, il “medico dei poveri”, dei disperati, dei clochard, degli ultimi. Dedicava il suo tempo, direi la sua vita, ad assisterli e a guarirli. Lo vedevi spesso un po’ trasandato come i suoi pazienti, con una sciarpetta arcobaleno al collo e una borsa da medico in mano. Era riuscito, con molta fatica, a creare una sorta di ambulatorio, un povero ma colorato container a piazza dei Decemviri, dove vistava i suoi poveri pazienti. Qualche tempo fa aveva creato con altri medici il Laboratorio di analisi NSL, Nostra Signora di Lourdes, dove si possono sostenere analisi ed esami medici pagando solo il normale ticket ospedaliero.
Pensando sempre ai più poveri, Antonio aveva chiesto ai medici specialisti del Laboratorio di mettere a disposizione gratuitamente un’ora a settimana del proprio tempo per chi non aveva la possibilità neanche di pagare il ticket.

AntonioCalabròMedicoDeiPoveri

Foto di Antonio Marcello dal sito http://www.shoot4change.eu/

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Sempre impegnato nelle battaglie pacifiste e per il riscatto degli ultimi, anima dell’associazione “Condividi”, aveva un feeling con Alex Zanotelli che aveva invitato spesso sul nostro territorio per fargli descrivere l’abisso di dolore vissuto nelle periferie del mondo. Quelle periferie che oggi si riversano nell’Europa in crisi, ma pur sempre opulenta, sfidando la morte per mare e disturbando in TV, con i loro corpi gonfi di acqua, le digestioni serali di molti “benpesanti” malati di xenofobia. Molto spesso di fede cattolica, fedeli solo al proprio egoismo, privi di carità e di misericordia.
Cattolico e cristiano, Antonio raccontava così la sua scelta di vita: “Il mio cammino è iniziato nel 1972, a diciotto anni, sull’emozione del Concilio Vaticano II, che si era appena concluso. La mia formazione proviene dai Salesiani della Chiesa Don Bosco: sono cresciuto e mi sono formato sui libri dei teologi della liberazione. Nel momento in cui mi sono laureato, ho capito che dovevo scendere per strada, abbracciando la teoria ‘dai Cristi appesi in Chiesa ai Cristi che camminano’. Il diritto alla salute non è monetizzabile, è un diritto per tutti. Ho così stretto rapporti con i Missionari comboniani, e in particolar modo con Alex Zanotelli, con cui condivido lotte e valori”.

Antonio CalabroAntonio ha sempre rappresentato il tipo di cattolico-cristiano che la sua fede la intende vivere testimoniandola con le opere e non solo osservandola con i riti.

L’ultima volta che ci siamo visti, io, laico e non credente, gli ho manifestato il mio vivo apprezzamento per quanto stava facendo e andava dicendo Papa Francesco. Anche lui ne era contento ma, mi disse, come per calmare i miei ardori pro Bergoglio, che il Papa doveva andare oltre, doveva cambiare la “costituzione” della Chiesa, il diritto canonico, se non voleva correre il rischio che, dopo la sua morte, tutto tornasse come prima. Non era scetticismo, era uno sprone.

Antonio ha speso bene la sua vita. Gli ha dato un senso alto e nobile, al servizio del prossimo che lui ha amato più di se stesso. Aveva un fuoco dentro di sé, il fuoco della carità, della misericordia, della giustizia. Purtroppo domenica 18 ottobre 2015 quel fuoco si è spento all’improvviso, lasciando un grande vuoto tra di noi.

Ciao Antonio.

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Commenti

  Commenti: 14


  1. La morte di Antonio Calabrò mi ha colpito moltissimo come se fosse scomparso un caro amico, un punto di riferimento importante. Era un medico speciale, umano e attento che ti rendeva lieve la malattia. Resterai per sempre nei nostri cuori.


    • Vivendo nel quartiere si può dire siamo cresciuti insieme. Mi dispiace tantissimo. Condoglianze alla sua famiglia. Ancora grazie Antonio per quello che hai fatto per il nostro quartiere e per le persone che hai aiutato. Anna


  2. Ho conosciuto il dottor Calabro’ durante un incontro con padre Zanotelli. Sono infinitamente addolorata dalla sua scomparsa. Conoscevo la sua famiglia ed i suoi figli sono cresciuti con il mio. Certe morti sono talmente dolorose che si resta senza parole. Nel caso del dottor Calabro’ tuttavia mi affido ad una frase di Claudio Magris: “si può continuare a dare ricevere amore dopo la morte se l’amore dato è stato intenso”. L’opera di Antonio Calabro’ continuerà e dalla sua solidarietà nasceranno grandi insegnamenti. In pace
    Bianca Cerri

  3. Chiara Sinopoli


    Partecipo commossa a una tale scomparsa:la solidarietà umana e cristiana è esempio di grandezza d’animo,nobiltà di cuore,Umanità.Peccato,dott.Antonio Calabrò!La Sua testimonianza abbia continuità in altro cuore solidale!.


  4. La perdita di una tanto stimata persona mi ha lasciato molto colpita, è da non credere ciò che è successo… ma il destino è così strano che si fa fatica a crederci. Ho conusciuto dott. Calabrò all’ospedale Fatebenefratelli sempre pronto aiutare il prossimo, qualunque favore gli si chiedeva era sempre e subito disponibile non diceva mai di no, Antonio Calabrò era un grande e tale resterà per sempre.
    Condoglianze vivissime per il grave lutto alla famiglia.


  5. Il tuo fuoco si è spento 18 ottobre 2015 ma la luce della tua stella brillerà forte sempre nel cielo,
    il tuo amico Pierino


  6. Grazie Antonio! ci hai insegnato a proporci agli altri come “Servi”, come persone utili, che servono a qualcosa e a qualcuno. E’ questa il significato ultimo della nostra presenza in questo mondo. Mettere a disposizione del Prossimo la nosta vita, le nostre conoscenze e competenze perchè possano “servire” ai nostri Fratelli. Il tuo atteggiamento un po’ sotto le righe non è mai riuscito ad offuscare lo splendore della tua figura e bastava solo avvicinarti per avere l’esatta sensazione di essere presi per mano e sapere che ci avresti infaticabilmente accompagnato alla soluzione dei nostri piccoli grandi problemi di tutti i giorni. Certo, a noi colleghi del Fatebenefratelli, hai lanciato sempre chiaro questo messaggio e non so se siamo stati capaci di accoglierlo. Certamente non come hai fatto tu in tutta la tua vita. Un abbraccio alla tua famiglia ed una amorevole carezza a te.

  7. Alfredo Felicetti


    Ciao Antonio,
    sei stato una presenza “forte” nella mia vita. Ci siamo conosciuti quando i nostri bimbi erano piccoli, abbiamo condiviso tanti momenti felici impossibili da dimenticare. Ci sei stato per me nei momenti di bisogno…quando è nato il mio secondo bimbo Gabriele, quando ho perso i miei per la maledetta malattia del secolo…Non per ultimo mi hai fatto conoscere le Dolomiti portandomi con te lassù in alto. Adesso sei in alto anche tu…da dove proteggerai la tua famiglia e noi…amici. TVB


  8. Non ho avuto il piacere di conoscerlo. … ma se i medici facessero un pochino di quello che ha fatto lui…..beh, sarebbe bellissimo.
    Angeli di passaggio su questa terra!


  9. Purtroppo ho saputo solo oggi di questo vuoto lasciato da Antonio…..riposa in pace e per tutto quello che hai saputo dare siamo in molti a ringraziarti. Marco Castel Giorgio


  10. Ciao caro dottor Calabro’,mi ricorderò sempre le battute al bar di mattina presto,e le risate per tutte le impegnative da correggere dei Doppler a fine turno,eri il preferito di tutte le vecchine…..sono felice di averti conosciuto!!


  11. Non lo conoscevo, ma doveva essere un grande ! Riposi in Pace –


  12. Ciao Antonio…. Ci siamo conosciuti tanti anni fa ….tu con la tua famiglia con molti bambini…. Tua moglie e i tuoi genitori Uno dei tuoi figli in particolare…. Francesco che ti faceva impazzire perché buttava gli occhiali dal finestrino della macchina o nei cestini per strada e io che nel limite del possibile li rifacevo sempre con la massima velocità ….una volta gli ho dato la coppa come miglior consumatore di occhiali…. Antonio sempre disponibile con tutti Grazie per quello che sei stato: un grande medico un grande uomo un grande PAPA’ R.I.P.

  13. Daniela Ruzzenenti


    Ho saputo l’altro giorno della morte di Calabrò. Lo avevo conosciuto al Fatebenefratelli per un esame capitato con lui. Durante la visita abbiamo parlato, conoscevamo tutti e due Alex Zanotelli, mi ha raccontato del suo camper, del suo impegno sociale. Anche con me in quella occasione fu generoso facendomi un esame in più perchè lo riteneva opportuno. Mi aveva molto colpito, il suo sorriso, il suo modo di fare…pur non sapendo nulla di lui mi ripromisi di cercarlo magari per dargli una mano nel suo lavoro con il camper. Poi come spesso succede il tempo è volato via, il suo telefono che non trovavo più, gli impegni quotidiani… L’altro giorno per un controllo al Fatebenefratelli ho chiesto di lui e ho saputo della sua morte. Della sua malattia ho letto su google. E’ stato un grande dispiacere, è un grande dispiacere, l’occasione perduta di avvicinare una persona speciale. Una persona che forse avrebbe anche potuto aiutarmi nel trovare il modo giusto per dare una mano a chi ne ha veramente bisogno, magari sulla traccia di quello che lui stesso faceva pur non essendo io medico. Io ho una piccola fede ma sono sicura che, dall’emozione che ho provato, esista “un poi” per le persone giuste che riesce a riflettersi anche su di noi che restiamo. Grazie! Daniela Ruzzenenti

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