Violenza sui minori e bullismo, nasce a Roma il primo sportello di ascolto e orientamento alla LUMSA

Inaugurato nella Sala Pia dell'ateneo il nuovo servizio multidisciplinare per genitori, insegnanti ed educatori. Una rete istituzionale tra Regione, ASL Roma 1, Ordine degli Psicologi e Associazione per la Famiglia

Un presidio a tutela dei più fragili nel cuore della Capitale, pensato non per sostituirsi ai canali giudiziari o sanitari esistenti, ma per guidare gli adulti a riconoscere tempestivamente i campanelli d’allarme e i segnali di sofferenza dei più piccoli.

È stato inaugurato lunedì 15 giugno, nella cornice della Sala Pia dell’Università LUMSA, il primo Sportello di ascolto e orientamento per la prevenzione dell’abuso e della violenza sulle vittime minorenni di reato attivo sul territorio di Roma e provincia.

L’iniziativa dà concretezza al protocollo d’intesa siglato nel 2025 e unisce in una fitta rete di protezione il mondo accademico, la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, l’ASL Roma 1, l’Ordine degli Psicologi del Lazio, Roma Capitale e l’Associazione per la Famiglia ETS.

Un Faro per la Comunità Educante: “Aiutare gli Adulti ad Aiutare”

Lo sportello si rivolge specificamente a genitori, familiari, insegnanti ed educatori che necessitano di un confronto qualificato di fronte a sospetti casi di maltrattamento, violenza domestica, bullismo o cyberbullismo.

L’accesso al servizio sarà garantito da un team multidisciplinare composto da psicologi giuridici e avvocati penalisti e civilisti, capaci di decodificare il disagio e indirizzare le famiglie verso i percorsi terapeutici o di denuncia più idonei ed efficaci.

Parte il Corso per i Tutori dei Minori Stranieri

In contemporanea con l’apertura dello sportello, l’Università LUMSA e la Garante regionale hanno dato ufficialmente il via al nuovo corso di formazione per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati.

La coincidenza delle due iniziative riflette la precisa volontà del Campidoglio e della Regione Lazio di investire su figure civili altamente formate, capaci di affiancare i piccoli migranti arrivati in Italia senza legami familiari nei complessi percorsi di inserimento scolastico, accoglienza e piena integrazione sociale.

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