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A Mistica è iniziato il lavoro agricolo

Giovedi 23 maggio  2013 si è tenuto al Parco Agricolo della Mistica un incontro tra alcuni candidati alle elezioni amministrative, l’Agricoltura sociale Capodarco ed i giovani (10) del primo laboratorio sociale agricolo.

Questo progetto è iniziato circa due anni or sono per volontà del Presidente del Municipio Roma VII Mastrantonio e dell’Assessore ai servizi Sociali Pungitore in collaborazione con il DSM dell’Asl B. Dal luglio 2012 al luglio 2013 10 ragazzi selezionati dal DSM hanno iniziato un’esperienza di avvio al lavoro agricolo nel terreno gestito dalla Cooperativa Capodarco nel Parco della Mistica.

Durante l’incontro del 23 tutti gli interventi sono stati qualificati e inerenti al tema (dal Fondatore della Comunità di Capodarco Don Franco Monterubbianesi che invitava la politica a stare dalla parte degli ultimi, dei disabili); all’intervento di Erica Battaglia sui dati allarmanti delle nuove povertà, all’impegno del Presidente Giammarco Palmieri di dare un seguito a questa esperienza.

A nostro avviso il miglior intervento è stato quello di uno dei ragazzi, Emanuele, a nome dei giovani del Laboratorio Sociale Agricolo dell’Agricoltura Capodarco a Mistica. Vi invitiamo a leggerlo, in special modo i futuri amministratori municipali e capitolini. Eccolo:

“L’iniziativa della coop Capodarco e stata una grande opportunità per noi, sicuramente per tre motivi:

1) E’ che ci ha permesso di capire meglio il mondo del lavoro (per molti di noi di affacciarci ad esso) anche se non il modo professionale.Ci siamo confrontati soprattutto con i meccanismi del lavoro agricolo più importanti, come quello di programmare le attività per raggiungere degli obiettivi, adattandoci e muovendoci in funzione delle stagioni;studiare le colture, essere costanti, puntuali e volenterosi.

2) E’ poter lavorare all’aperto in quella che si può definire una zona “non urbanizzata”; noi giovani abbiamo davvero bisogno del contatto con la natura e qui , anche se proprio dentro Roma, possiamo alzare lo sguardo all’orizzonte e invece di palazzi, vedere campi coltivati o a riposo.

3) E’ poter confrontarci con persone che vivono o hanno vissuto una situazione simile alla nostra; stringere amicizia con loro ci permette di non sentirci soli ne isolati, ma ci da forza e fiducia.

Per questo vorrei ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto e contribuito a questo progetto; un ringraziamento in particolare alle due operatrici Alessandra e Antonella che ci hanno coinvolto e spronato”.

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