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Nuovo Nomentana Hospital: i sindacati insorgono contro il cambio di contratto unilaterale

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp bocciano la svolta del Gruppo San Raffaele e investono della vicenda la Pisana

Un fulmine a ciel sereno scuote le corsie della sanità convenzionata laziale, aprendo un fronte di scontro durissimo tra i vertici societari e i rappresentanti dei lavoratori. Al centro della tempesta c’è il Nuovo Nomentana Hospital, nota struttura sanitaria accreditata con il Servizio Sanitario Regionale e facente parte del Gruppo San Raffaele.

La dirigenza ha comunicato l’intenzione di abbandonare l’attuale assetto regolatorio del personale per introdurre un nuovo contratto collettivo nazionale.

Una mossa che ha incassato l’immediato e categorico “no” delle sigle sindacali Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fp Roma Lazio, pronte ora a dare battaglia su ogni tavolo.

Le tre federazioni di categoria denunciano il rischio concreto di un pesante arretramento delle condizioni lavorative e professionali per centinaia di dipendenti.

Secondo la ricostruzione dei sindacati, l’azienda intenderebbe sostituire lo storico contratto di settore con tutele contrattuali alternative, giudicate del tutto incoerenti rispetto alle reali mansioni e alle prestazioni sanitarie erogate quotidianamente all’interno del polo ospedaliero.

Per i rappresentanti dei lavoratori, il contratto della sanità privata rappresenta l’unico perimetro normativo naturale e legittimo per una realtà che opera stabilmente nel sistema pubblico d’accreditamento.

L’introduzione forzata di una disciplina differente – avvertono i sindacati – non solo minaccia di innescare pericolose disparità di trattamento tra il personale, ma scardina un modello di relazioni industriali consolidato da anni.

La contestazione non si limita alla sola sfera economica e salariale: a preoccupare maggiormente sono le ripercussioni sul piano normativo, dei diritti acquisiti, delle tutele assistenziali e dell’organizzazione stessa dei turni e delle professionalità interne.

Il Muro dei Sindacati

Cgil, Cisl e Uil rispediscono al mittente le giustificazioni addotte dall’azienda. Il Nuovo Nomentana Hospital conserva intatta la sua natura squisitamente sanitaria e continua a beneficiare dei fondi della sanità pubblica regionale. Requisiti, questi, che rendono inaccettabile qualsiasi fuga verso contratti al ribasso o estranei al comparto di riferimento.

I sindacati hanno inoltre chiarito che eventuali promesse aziendali sul congelamento ad personam degli stipendi attuali non basteranno a barattare la perdita dello status giuridico garantito dal contratto nazionale della sanità privata.

La vertenza è già diventata un caso politico istituzionale. All’indomani della comunicazione della proprietà, le tre sigle hanno inviato un appello urgente alla Presidenza della Regione Lazio per chiedere un intervento immediato.

L’obiettivo è l’apertura lampo di un tavolo di confronto alla Pisana che coinvolga l’amministrazione regionale, i vertici del Gruppo San Raffaele e i sindacati.

Le richieste sul tavolo della Regione sono nette: si invocano verifiche rigorose per capire se il cambio contrattuale unilaterale sia compatibile con i severi requisiti richiesti per il mantenimento dell’accreditamento istituzionale e con gli obblighi sottoscritti nelle convenzioni regionali.

Il principio cardine difeso dai lavoratori è chiaro: chi cura i cittadini con i soldi pubblici deve applicare i contratti specifici della sanità.

In assenza di un passo indietro da parte del Nuovo Nomentana Hospital o di una convocazione urgente da parte della Regione, lo scontro è destinato a infiammarsi.

Le sigle sindacali si dicono già pronte a ricorrere a qualunque strumento di tutela offerto dall’ordinamento, paventando un pacchetto di azioni legali, scioperi e mobilitazioni di piazza.

Una crisi che rischia di fare giurisprudenza, riaccendendo i riflettori sulla gestione dei diritti dei lavoratori nel delicato comparto delle cliniche private del Lazio.

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