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A via Grotta di Gregna è passato un artista…

Sotto i portici di via Grotta di Gregna, strada tra il quartiere Tiburtino III e Colli Aniene, dove si affacciano grigie e dimenticate le case dell’Ater, tutte uguali e anonime, dai cortili pieni di foglie e cartacce, con l’intonaco a pezzi o macchiato dal tempo, non si può non essere catturato dal murale di Carlo Gori.

Una creazione ispirata dai “compagni rifondaroli” che hanno voluto richiamare l’attenzione del quartiere sul proprio circolo. E intorno ad esso si snoda il messaggio di pace con i sette colori che ondeggiano lungo il muro del palazzo, con i volti di donne, uomini, anziani e bambini che si fanno voce di popolo, “movimento” che chiama alla partecipazione. In quel contrasto di volti ricalcati a più riprese, ad affermare una loro presenza imprescindibile, determinata, un unicum espressionista che è così significativo dello stile dell’artista. 

Un grazie speciale a Carlo Gori, autore di tanti murales nel mondo, dall’Inghilterra al Giappone, un artista sociale che ci ha regalato quest’ opera rivolta a tutto il quartiere, con  lo scopo di trasmettere lo stato emotivo della soggettività che si fa gruppo, insieme, presenza, contro le ansie del mondo in guerra, per una pace che nasce dal basso, dai quartieri periferici, dalla gente comune.

Anna Maria Virgili

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