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Aggrediti due omosessuali in via Ostiense

Arrestati quattro ragazzi e tre ragazze. Imma Battaglia: "Occorre un progetto per la sicurezza e la rinascita della città attraverso il rispetto e la cultura"

Sembra non arrestarsi nella Capitale il fenomeno delle aggressioni omofobe. Questa volta le vittime sono due giovani che stavano uscendo dal locale dove lavorano in via Ostiense, quando un gruppo composto da quattro ragazzi e tre ragazze hanno dapprima iniziato ad insultarli e poi si sono scagliati contro di loro picchiandoli selvaggiamente.

Uno dei due ragazzi ha tentato di barricarsi nella sua auto, ma gli aggressori sono riusciti a tirarlo fuori violentemente buttandolo a terra, continuando così a colpirlo con calci e pugni. L’amico ha cercato invano di proteggerlo, finendo con il ricevere un pugno in un occhio.

La banda di malviventi si è servita anche di una bottiglia di vetro rotta per colpire le vittime. I carabinieri, avvisati da un altro ragazzo che ha assistito alla scena, sono immediatamente intervenuti catturando ed arrestando gli aggressori.

A denunciare l’accaduto Imma Battaglia, presidente di ‘Gay Project’ e candidata al Consiglio comunale con Sel, che ha affermato: «I ragazzi aggrediti (trauma cranico, fratture multiple, lesioni, prognosi di trenta giorni) si definiscono fortunati perché ancora vivi e questo è inammissibile. Roma è ormai diventata terra di nessuno, abbandonata a se stessa, alla criminalità, alla violenza e al caos: si percepisce con chiarezza un senso di pericolo, precarietà e insicurezza, dovuto all’assenza della politica».

La Battaglia sottolinea l’assenza di un «progetto di ampio respiro per rilanciare a livello internazionale una metropoli che dovrebbe vivere di accoglienza, diritti, cultura, apertura al mondo. Il tema di queste elezioni amministrative deve essere la sicurezza e la rinascita della città attraverso il rispetto e la cultura».

Valentina Ciaramella, avvocato dell’ équipe legale dell’Associazione ‘Gay Project’, che darà assistenza gratuita alle vittime, spiega: «In attesa di una legge che garantisca che, in caso di violenza omofoba, la pena venga commisurata alla gravità del crimine, intendiamo ottenere il giusto risarcimento del danno fisico e morale».

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