Articoli senza tracciabilità venduti ai turisti: scatta il sequestro a Roma Termini

Per il titolare dell’attività commerciale sono scattate le contestazioni previste dal Codice del Consumo

Migliaia di souvenir e articoli religiosi pronti per essere venduti tra i corridoi del principale snodo ferroviario della Capitale, ma privi delle più elementari garanzie di sicurezza per i consumatori.

È il bilancio di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza nell’area della Stazione Termini, dove i militari del Comando Provinciale di Roma hanno sequestrato circa 6mila prodotti risultati irregolari.

Il blitz è scattato durante una serie di controlli mirati predisposti nell’ambito del piano permanente di presidio del territorio, attivato dalle Fiamme Gialle per contrastare commercio abusivo, contraffazione e vendita di merce non conforme nelle zone a maggiore afflusso turistico e commerciale della città.

A finire nel mirino dei finanzieri del 5° Nucleo Operativo Metropolitano è stato un esercizio commerciale situato nei pressi dello scalo ferroviario, gestito da un cittadino straniero.

Durante l’ispezione, gli agenti hanno trovato sugli scaffali e nei depositi una grande quantità di gadget, souvenir e oggetti a tema religioso destinati soprattutto ai turisti e ai pellegrini in transito nella Capitale.

I successivi accertamenti hanno però fatto emergere numerose irregolarità. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli articoli erano privi delle informazioni obbligatorie previste dalla normativa a tutela dei consumatori.

Sui prodotti mancavano infatti indicazioni fondamentali come l’identità del produttore o dell’importatore, la provenienza della merce, la composizione dei materiali utilizzati e le istruzioni in lingua italiana. Assenti anche le avvertenze relative a un corretto utilizzo degli oggetti.

Una situazione ritenuta particolarmente grave dagli investigatori, dal momento che l’assenza di tracciabilità impedisce di verificare la qualità e la sicurezza dei materiali impiegati nella produzione, con potenziali rischi per gli acquirenti.

L’intero quantitativo di merce è stato posto sotto sequestro amministrativo e ritirato dal mercato.

Per il titolare dell’attività commerciale sono scattate le contestazioni previste dal Codice del Consumo, oltre alla segnalazione alle autorità competenti per le violazioni riscontrate.

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