Atletica del Parco: tre arrivati su tre alla corsa Pistoia-Abetone

Sono: Massimo Ciccazzo, Antonello Manca e Gianfranco Nania, rispettivamente 97°, 141° e 402° su 522 arrivati
di M. C. - 30 Giugno 2009

Domenica 28 giugno 2009 si è svolta per la trentaquattresima volta la Pistoia-Abetone, ultramaratona di 51 km in salita con un dislivello di 1400 metri, una gara per uomini veri.

Al via atleti da tutta Europa, tra cui tre dell’Atletica del Parco di Roma: Massimo Ciccazzo, Antonello Manca e Gianfranco Nania.

La gara si snoda su di un percorso durissimo, lungo 51 km, con oltre 31 di essi in salita, con pendenze spesso superiori al 10%.

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Abbiamo chiesto a Massimo Ciccazzo un resoconto della sua gara. Eccolo:

“Questa è una gara vera, una gara in cui devi dare tutto perché ti chiede tutto. Non la si può improvvisare altrimenti ti annienta metro dopo metro…la si deve preparare bene, ma prima di prepararla bisogna essere convinti di farla e fare tanti sacrifici. Malgrado la migliore preparazione tuttavia non ci si sente mai pronti per gare del genere.

Sono partito bene, assieme al compagno Antonello ed i primi 7 km fino al Ponte Calcaiola sono trascorsi in scioltezza. Abbiamo poi affrontato bene la prima salita. durissima, che conduce alle Piastre. Poi abbiamo continuato nel tratto più scorrevole che dal 14 km porta al 20 km a Pontepetri.

Di li di nuovo salita continua, attraversando Campotizzoro prima e poi Maresca e poi ancora su fino al 28 km, e ancora, bene in spinta, fino a Gavinana. Poi ripida discesa ed arrivo  a San Marcello Pistoiese. Sono passati 30 km  e siamo ancora pieni di energie e con la voglia di scherzare.

Da San Marcello la discesa si fa ripidissima e ci porta alla Lima: 33,5 km con un buon crono di 3 ore e 6 minuti . Subito dopo la strada si impenna e passa la voglia di scherzare, siamo ai piedi dell’Abetone con davanti l’ultima salita di 17,6 km: da 400 metri circa dovremo salire ai circa 1400 dell’arrivo!

Da li parto in solitario. Antonello mi dice che affronterà la salita con più calma. Le mie gambe reagiscono ancora bene, corro fino al 40 km poi li una crisi che mi fa camminare e corricchiare fino a Pianosinatico, posto al 43° km. Con il cuore e con l’orgoglio riprendo a correre prima lentamente, poi con un buon ritmo, supero altri atleti, mi sembra di superare dei "moribondi", ma è tanta la paura che ad ogni passo possa diventare uno di loro, entrando in crisi.

Continuo la mia corsa, stringo i denti, abbasso la testa e vado avanti. Dopo i terribili tornanti di Pianosinatico la salita si addolcisce un po’ e l’ombra degli alberi mi rinfranca: il mio ritmo diventa di 1 km a 12 km orari. So che manca poco, supero il 47° km, ma in realtà ogni km sembra un muro invalicabile.

Mi fermo all’ultimo ristoro, a due km dall’arrivo, prendo acqua, the, sali… e riparto per l’ultimo strappo in salita verso il GIGANTE verso l’Abetone…

L’arrivo in piazza è da brividi. La gente applaude e insospettabili  forze ritornano in me,  mi danno la possibilità di scattare verso il traguardo, con le braccia al cielo e con gli occhi lucidi di gioa. E’ fatta. In 5 ore 11 minuti e 52 secondi. Sono orgoglioso di me, sono ancora io, sono ancora in grado di vincere questa sfida.

Antonello chiude la gara in 5 ore 28 minuti e 11 secondi mentre Gianfranco in 6 ore 42 minuti e 30 secondi. Alla fine ci classifichiamo rispettivamente 97° , 141° e 402° su 522 arrivati.

Quando andiamo via incrociamo gli ultimi che stanno arrivando, ma nei loro occhi brilla la stessa luce che brillava in noi perché in questa gara non conta il tempo impiegato ma arrivare, vincere il GIGANTE”. Ricordiamo la luce che abbiamo visto splendere negli occhi del nostro "presidente" Vincenzo Luciani che quest’anno, dopo aver concluso per ben 18 volte questa terribile gara, ha detto stop, incoraggiandoci e pregandoci di correre questa corsa anche per lui. Missione compiuta!"


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