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Autointervista ad Attilio Migliorato, ex runner dell’Atletica del Parco

Negli ultimi anni, mentre si sgambettava nel Parco Palatucci, in compagnia e incontrando i tanti amici runners, chiacchieravamo spesso sulle gare fatte, i tempi conseguiti. Il ricordo delle prestazioni agonistiche passate, degli anni passati, della gagliardia agonistica passata.

I “nuovi “runners ci ascoltavano, ci ammiravano, poi si stancavano; i “vecchi “runners si caricavano e aumentavano, anche, l’andatura e chiedevano: a quanto stiamo andando? La domanda. La risposta sull’andatura, la ometto.

In uno di quei giorni, al gruppo si è agganciato l’amico Antonio Raso, runner tuttora in attività e della mia età. Recentemente, intervistato da Abitare A Roma, che dopo un po’ che ascoltava i “vecchi racconti” ha esclamato: “volete capire che le nostre sono solo foto ingiallite?”

Mi colpì la sua riflessione e di tanto in tanto la memoria me la ripresenta.

A giugno del 2022 ho smesso di correre, a dicembre del 2022 ho smesso con la camminata veloce. A gennaio 2023 la visita ortopedica con relativa risonanza magnetica ha sintetizzato: ginocchio sinistro che non può più ricevere carichi da lavoro con la corsa o la camminata veloce. Con l’attività sportiva di strada ritornerebbe il dolore e il gonfiore al ginocchio e il versamento di liquido e sangue nel ginocchio sarebbe ripetitivo.

Gonalgia acuta è definita: sintomatologia dolorosa localizzata in una o più parti del ginocchio; essa è indipendente dal sesso o dall’età, non si manifesta solo negli anziani ma può colpire anche persone giovani (in sovrappeso), o coloro che hanno praticato o praticano intensa attività sportiva.

In 40 anni di attività sportiva, come runner, mi sono sempre divertito, ora inizierò un’altra attività sportiva, nuoto, che mi auguro mi faccia divertire… per altri 40 anni.

 

L’intervista ad Attilio

Cosa ti ha regalato la corsa negli anni passati?

Amicizia, compagnia, divertimento, scarico mentale.

Ci racconti di un sogno, di oggi, relativo alla corsa di ieri?

Sogno ancora una maratona sotto le 3 ore. Ci sono andato sempre vicino, sopra di poco ma mai sotto.

La corsa più bella a cui hai partecipato?

La 24x 1 ora che si svolgeva in quegli anni allo Stadio dell’Acqua Acetosa. Squadre prestigiose formate da atleti fortissimi, che giravano la pista ad una andatura fantastica. La mia squadra, anch’essa importante nel territorio, US Roma 83, con atleti e amici unici. Le mie gambe che “frullavano” sui 400 metri ripetitivi della pista. Mia figlia piccola ad applaudirmi.

E la tua miglior gara?

La maratona di Firenze del 1986, terminata con il tempo di 3 ore e 3 minuti.

Ti piaceva di più allenarti da solo o in compagnia?

L’allenamento in compagnia è stupendo. Le battute con gli amici, le risate, la fatica che non si sente, si migliora continuamente come uomini e come sportivi.

La quotidianità lavorativa e familiare però ti portano spesso agli allenamenti solitari, la compagnia l’hai con il tuo corpo, con i tuoi muscoli, con il tuo respiro, con la tua fatica .

Piacevoli entrambi.

Tra tutti quelli che un runner conosce, che tipo di allenamento preferivi e perché?

L’allenamento medio. Ti senti come una macchina in autostrada, metti la quinta e scivoli sull’asfalto per chilometri e chilometri.

Il percorso o i percorsi che prediligevi fare in allenamento?

I percorsi asfaltati, sono sempre stato innamorato della strada… parolacce degli automobilisti incluse.

Qual è stata la gara più dura che hai fatto e l’allenamento più faticoso che hai sostenuto?

Ricordo la mia prima gara in assoluto, nella primavera del 1984 a Terracina. Mare, sole, inesperienza, tuta felpata completa, 10 chilometri di passione e quanta fatica.

Allenamenti con 25 ripetute di 400 metri a 1 minuto e 20 secondi, con recupero di 1 minuto corricchiando. Li ho odiati

Qual è stato il miglior allenamento della tua carriera?

Un progressivo di 30 chilometri, ogni 5 chilometri aumentando l’andatura. Gli ultimi 5000 metri all’andatura di 4 minuti al chilometro. In preparazione dell’ultima mia maratona, con l’obiettivo di scendere sotto le tre ore.

Puoi parlarci dei tuoi amici runners? Ricordi delle persone e aneddoti, sia nelle gare o negli allenamenti.

Conto centinaia di amici. Quando giro per Roma, talvolta li incontro. Passano gli anni, cambiano i nostri visi e i nostri corpi, ma ci riconosciamo sempre.

Un ricordo particolare l’ho per i runners che non sono più con noi, li abbraccio con tutto il cuore.

 


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