La Bibliocabina di Torresina

Inaugurata nel parco giochi di Torresina la prima cabina telefonica adibita a luogo per lo scambio di libri
di Giantonino Ianitusi - 20 Ottobre 2014

“Uffa… Non c’è nessun libro che mi piace!!!” Dice il bambino mentre si affaccia deluso dalla Bibliocabina. “Non importa, vedrai che la prossima volta saremo più fortunati; intanto lasciamogli il tuo” gli risponde amorevolmente la mamma porgendogli il libro da lasciare sul leggio.

Nel pomeriggio di sabato 11 ottobre il Comitato di Quartiere, insieme alle associazioni H2, Scaffali ed Alberoandronico, hanno inaugurato la prima Bibliocabina del Lazio, nel Parco Giochi di Torresina.

L’evento è stato patrocinato dall’assessorato alla cultura del Municipio XIV ed ha avuto come ospiti d’eccezione il giornalista Pino Scaccia, l’assessore comunale ai lavori pubblici Paolo Masini, il presidente del municipio Valerio Barletta e Pino Acquafredda, presidente della commissione cultura.

Ma cos’è la Bibliocabina? E’ una cabina telefonica dismessa, gentilmente donata da Telecom Italia al Comitato di Quartiere Torresina che ha presentato un progetto per il suo riutilizzo come mini libreria in grado di ospitare il libero scambio di libri, un progetto che ha per obiettivi il riuso dei materiali dismessi e la promozione della lettura. Dopo il nullaosta degli uffici tecnici municipali, la cabina è stata posizionata nel Parco del quartiere, per un duplice motivo: tenerla sotto controllo, promuovere la lettura in un posto dove giocano i bambini.

A proposito di bambini, anche il legno utilizzato per fare gli scaffali della libreria, il leggio ed un piccolo scivolo di accesso alla cabina sono il frutto di materiale riciclato proveniente dal Nido di piazza Pallotta; ad ospitare i libri ci pensano quattro mensole, mentre un leggio posto al fianco della libreria, internamente alla cabina, offre la possibilità di poter scrivere, lasciare libri e prendere libri per l’infanzia.

Foto David Scerrati

Foto David Scerrati

Come funziona la Bibliocabina? La filosofia alla base del servizio che viene offerto, è quella di “Libera Libri”, inventata dall’associazione H2: “Chi vuole prende, chi vuole porta ma si può solo prendere o solo portare, il tutto assolutamente gratuito”. Chiunque può arrivare provvisto di libri da cedere oppure no, scegliere un libro oppure solo lasciarne di suoi ed andarsene, gratuitamente e senza doversi registrare a nulla.

La cosa bella è che l’accesso alla vecchia cabina del telefono sarà costantemente monitorata dai bambini che giocano nella vicina area ludica; questo alimenta due speranze, la prima è che imparino dagli adulti a rispettare quel posto, la seconda è che ci vadano anche loro a prendere e portare i libri, nella convinzione forse un po’ romantica che possa aumentare la lettura dei libri nel nostro paese. Ne sono convinti anche alla Round Robin Editrice, che fornirà volumi suoi ma non solo, al progetto.

Nell’era degli ebook e dei tablet, è bello poter pensare che chiunque possa entrare in un parco pubblico, prendere un libro tradizionale da mensole in legno a cui è stata data una nuova vita, all’interno di una vecchia cabina del telefono che ha ancora una storia da raccontare. E poi sedersi su una panchina a sfogliare quel libro, così, in mezzo al caos dei bambini che giocano urlanti il pomeriggio o nel silenzio della mattina, per poi sceglierlo, farlo proprio o rimetterlo sugli scaffali per prenderne un altro.

E come Leopardi “nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura”.


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