Binari, tristi e solitari. E non solo

Storia della linea ferroviaria Roma Laziali-Centocelle, e viceversa

Storia della linea ferroviaria Roma Laziali-Centocelle, e viceversa, dal capolinea della stazione di Centocelle, Parco di Centocelle.

C’era una volta un trenino che raggiungeva, al termine della tratta completa, il Comune di Fiuggi, quasi 100 km da Roma. L’altro capolinea, a Roma, era ed è alle Laziali, nei pressi della Stazione Termini.

Dopo la stazione di Centocelle, percorreva sempre la zona sud/est di Roma, direzione Giardinetti, Torrenova, Finocchio, Borghesiana. 

Dal 2015, tra la stazione di Centocelle e Giardinetti, circa tre chilometri, ci sono solo binari arrugginiti, posizionati su una massicciata ferroviaria o su asfalto. 

Da otto anni un percorso ferroviario inutile e inutilizzato, salvo come parcheggio macchine ad ogni incrocio della via Casilina. 

Ho camminato di fianco a tutto il percorso ferroviario inutilizzato, per analizzarlo al meglio.

Sono tornato indietro negli anni e alla maratona. 

La grande differenza nel percorrere i 42 km e spicci metri, da agonista o da tapascione?
Andando più lenti si “assaporano” di più le bellezze o le bruttezze che ci circondano.

I politici e gli amministratori regionali, visto che la  linea ferroviaria è di proprietà regionale, lasceranno che tutto rimanga così per tanti anni ancora? 

Una pista ciclabile, di fianco ad una strada statale sempre strapiena di macchine, non è pensabile?

Mi permetto di riprendere un commento di un lettore di Abitare A ad un articolo pubblicato e pertinente il tram 19: “Ci sono salito oggi, 30 novembre 2023, ma perché lasciare così malandato un capolavoro delle rotaie che ti porta in giro per Roma a venti all’ora?”.

Ne alleghiamo il ink:

https://abitarearoma.it/quel-tram-chiamato-19

Prendendo spunto dal commento del Sig. Maurizio, dalla stazione di Centocelle alla stazione di Termini Laziali non ho camminato, ho usufruito, pagando il biglietto, del “trenino”, come è stato sempre denominato

Il tram 19 percorre la via Prenestina, la ferrovia Roma Laziali-Centocelle percorre la via Casilina, strade parallele della zona sud/est di Roma. 

Il  “trenino” collega la zona di Roma Termini, più precisamente via Giolitti, con  l’inizio del quartiere di Centocelle, per la precisione il Parco di Centocelle, in un viaggio di circa 30 minuti.

Il  “trenino” fino al 2015 arrivava al quartiere di Giardinetti, all’esterno del Grande Raccordo Anulare, poi, con l’inaugurazione della linea C della metropolitana, che lo sostituisce nella tratta, la linea è stata limitata alla stazione di Centocelle. 

Le fermate sono tredici, con persone che salgono e che scendono dai vagoni e che abitano nei quartieri vicini alle fermate. Vogliamo conoscerli un po’  meglio questi quartieri, attraversando con la mente  la Strada Statale Casilina? 

Termini Laziali, capolinea, che si trova a circa 400 metri dall’ingresso principale della stazione Termini. Uguale distanza, ma nella direzione opposta, su via Giolitti c’è il Tempio di Minerva Medica, ben visibile dai treni che transitano. Risale presumibilmente all’inizio del IV secolo e si trova oggi stretta tra i binari ferroviari ed i palazzi costruiti alla fine del XIX secolo per il nuovo rione Esquilino.

Santa Bibiana, situata sempre su via Giolitti, vicina all’omonima chiesa che ha origini antichissime. Vicinissima c’è la piazza Vittorio Emanuele II, cuore del multietnico quartiere dell’Esquilino, fu costruita nel 1870 e dedicata al primo Re d’Italia.

Nei giardini al centro della piazza si trovano i resti di una fontana romana del III secolo d.C. ed altri interessanti reperti.

Porta Maggiore, è una delle porte nelle Mura Aureliane di Roma. Si trova nel punto in cui convergevano otto degli undici acquedotti che portavano l’acqua alla città.

Tutta l’area nelle vicinanze è ricca di reperti antichi, piccoli monumenti funebri e soprattutto una Basilica neo pitagorica sotterranea.

Ponte Casilino, dove si incontrano la Prenestina e la Casilina, verso il centro citta’.

A pochi passi c’è piazza Lodi e la Casilina Vecchia. Ci sono, di nuovo, le Mura Aureliane, cinta muraria costruita dall’Imperatore Aureliano anche per difendere Roma, capitale dell’impero. Le mura nell’antichità erano lunghe per circa 19 chilometri, oggi sono lunghe circa 12.

S. Elena, corrispondente al III miglio dell’antica via Labicana, vicino c’è il famoso Mausoleo di Santa Elena, fatto costruire dall’imperatore Costantino per far riposare il corpo della madre, morta nel 328.

Villini, situata vicino al quartiere Pigneto, racchiuso tra le vie Casilina e Prenestina, amato e frequentato dai romani e dai turisti, grazie all’atmosfera vivace e alternativa che vi si respira. 

L’offerta diversificata offre: mercatini vintage, street food, trattorie tradizionali, ristoranti etnici, caffè letterari e locali all’ultima moda.

Il quartiere, di impronta fortemente popolare, nasce intorno al 1870 sugli orti, le ville e le vigne che lo popolavano già prima del Settecento.

Alessi: la fermata rientra nel quartiere Pigneto, verso il quartiere  di Torpignattara; nei dintorni si trova la Villa La Favorita  conosciuta anche con il nome di Villa Certosa, a 200 metri circa dall’acquedotto Felice, uno dei sedici ,undici antichi e cinque moderni, acquedotti che  rifornivano o tuttora riforniscono di acqua la città di Roma.

Filarete: fermata del quartiere di TorpIgnattara e  vicinissima a Via della Marranella, a Roma Est.

Qui convivono “romani de periferia di un tempo”, nuovi romani del Bangladesh, cinesi e studenti  o giovani che si muovono dal centro verso la periferia seguendo un’ideale linea che parte dall’Università la Sapienza, passa per San Lorenzo, per il Pigneto, per poi attraversare la zona della Marranella e di via dell’Acqua Bullicante e finire all’ormai più “piccolo borghese” Centocelle.

Torpignattara: Da “Ragazzi di vita”, Pier Paolo Pasolini: 

«Quando ch’ebbero lasciato alle spalle, passo passo Porta Furba e si furono bene internati in mezzo a una Shanghai di orticelli, strade, reti metalliche, villaggetti di tuguri, spiazzi, cantieri, gruppi di palazzoni, marane, e quasi erano arrivati alla Borgata degli Angeli, che si trova tra Tor Pignattara e il Quadraro (…)»

Fermata nel cuore dell’omonimo quartiere, la “torre delle pignatte”, Torpignattara, quartiere a sudest di Roma

Abitato da uomini e donne di decine di nazionalità che vanno a mescolarsi ai romani di qualche generazione, figli dei migranti dell’Italia meridionale che nella prima metà del secolo scorso costruirono le baracche e affollarono i palazzotti della Marranella e dell’Acqua Bullicante. 

Berardi: fermata su via Casilina angolo via Angelo Berardi. Nelle vicinanze della Basilica SS Marcellino e Pietro “ad Duas Lauros”, le Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro, la Tomba Romana Villa De Sanctis, il Mausoleo di Elena e le catacombe dei SS. Marcellino e Pietro.

Balzani: l’ultima fermata, a servizio dell’ex quartiere Casilino 23, ora Villa De Sanctis, prima del capolinea di Centocelle, appena passata via di Centocelle e poco prima che inizi il Parco Archeologico di Centocelle.

Centocelle: situata nell’omonimo quartiere. Qui si trova di fronte il “Parco di Centocelle”.

Parco urbano che comprende tre ville archeologiche: la villa cosiddetta “ad duas lauros”, la “Villa della Piscina” e la “Villa delle Terme”.

Di queste, forse, la più famosa è la villa cosiddetta ”ad duas lauros” che, in epoca tardo-antica, divenne un grande complesso occupante quasi due ettari, con un giardino decorato con sculture come l’erma bifronte rinvenuta durante gli scavi. Sul limite Nord-Est del complesso è stata portata in luce una struttura funeraria del tipo ”a tempietto”, costruita agli inizi del III secolo, e destinata al proprietario del complesso.

Importante anche la cosiddetta ”Villa della Piscina”, composta appunto da una spettacolare piscina della fine del I-inizio II secolo d.C.

La terza villa è stata denominata ”Villa delle Terme” perché la parte con gli ambienti termali è l’unica dell’originario complesso che si è salvata dalle distruzioni provocate dalle moderne cave per l’estrazione di pozzolana. La struttura è ancora ben conservata anche in alzato, con resti pavimentali tra cui spicca un mosaico con la raffigurazione di un pettirosso.

Nel 1909, in occasione della venuta a Roma di uno dei mitici fratelli Wright, il Club Aviatori di Roma prese in affitto il cosiddetto ”Pratone di Centocelle” come area idonea alle evoluzioni e dimostrazioni aviatorie. All’inizio degli anni Venti, quest’area fu poi prescelta per la costruzione del primo aeroporto d’Italia. Alla fine degli anni Cinquanta l’aeroporto venne dismesso e l’area, restata pressoché libera, fu destinata, con il Piano Regolatore del 1965, ad una gran quantità di costruzioni nell’ambito del programma urbanistico denominato Sistema Direzionale Orientale (S.D.O.). Megaedificazione poi tramontata e sostituita dal parco di Centocelle, ancora da completare dai tempi del sindaco Veltroni. Ma si sa in periferia si difetta di “volontà politica” e le opere importanti non si fanno.

Ho speso bene i miei 30 minuti per questo stupendo viaggio sul “ trenino”?

Ai lettori la risposta e agli amministratori l’invito per un viaggio istruttivo.

2 commenti su “Binari, tristi e solitari. E non solo

  1. Sono un sostenitore della riapertura e del potenziamento del “trenino”, perché offre una diversa collocazione delle fermate rispetto alla sottostante metropolitana, ed una diversa accessibilità essendo a quota stradale, oltre che percorsi differenti dall’incrocio con viale Togliatti in avanti, verso il centro cittadino. Sono altresì un sostenitore del lasciare la ferrovia a “scartamento ridotto” avendo già oltre sei chilometri di tratta funzionante e impianti di manutenzione treni efficienti, cambiare lo scartamento significherebbe buttare milioni di euro e anni di servizio interrotto per tornare alla situazione attuale. Sono altresì un sostenitore del prolungamento fino all’università di Tor Vergata ed, eventualmente, fino ad un nodo di scambio con l’autostrada e una futura fermata/capolinea di metropolitana, perché questo settore di città ha subito forti “tagli” al trasporto collettivo (dalla soppressione del “Piazza dei Mirti a quella delle varie linee “C” ex STEFER poi diventati 151, 152, 153, 154, 155, 156, 157 …

  2. Potrebbe essere una linea preziosa ma andrebbe valorizzata e connessa con il sistema delle metropolitane. Perchè non la allungano fino a Termini connettendola alle metro A e B e mettono sottoterra il tratto che va da Termini a Porta Maggiore? Così si metterebbero in evidenza i resti archeologici e si libera la strada dalle rotaie. Se lasciarla così o cambiare lo scartamento non saprei, ma sarebbe bello che i treni che percorrono la linea fossero moderni e da XXI secolo. La tratta dopo Porta Maggiore serve dei quartieri popolari importanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento

Articoli Correlati