Bionde e “fabbrica” clandestina: maxi blitz a Guidonia, sequestrate 12 tonnellate di sigarette

Secondo le stime degli investigatori, il carico avrebbe generato profitti illeciti per circa 2 milioni di euro

Un dettaglio fuori posto, un tir con targa straniera fermo troppo a lungo davanti a un capannone qualunque. È bastato questo per far scattare i sospetti e dare il via a un’operazione che ha portato allo smantellamento di una rete di contrabbando internazionale di sigarette alle porte di Roma.

Il blitz a Setteville

I finanzieri del Comando Provinciale hanno deciso di intervenire quando l’autoarticolato ha lasciato un deposito nella zona di Guidonia Montecelio. Alla richiesta di chiarimenti sul carico, i due conducenti hanno fornito versioni contrastanti, facendo scattare il controllo approfondito.

Nel rimorchio, dietro una copertura di merce apparentemente innocua, è emersa la realtà: bancali di sigarette occultati con cura per eludere eventuali verifiche. Da lì, la perquisizione è stata estesa all’intero capannone, trasformando il sospetto in certezza.

Un deposito trasformato in fabbrica illegale

All’interno del magazzino, i militari si sono trovati davanti a una struttura organizzata nei minimi dettagli. Non solo stoccaggio, ma una vera e propria base operativa del contrabbando.

Il sequestro parla da sé:

12 tonnellate di tabacchi lavorati esteri

588mila pacchetti, principalmente dei marchi Marlboro e Philip Morris

4 milioni di filtri e oltre un milione di confezioni

macchinari industriali per la lavorazione e l’essiccazione

Elementi che fanno ipotizzare un’attività completa: dalla lavorazione fino al confezionamento finale, pronta per rifornire il mercato nero.

Un giro d’affari da milioni

Secondo le stime degli investigatori, il carico avrebbe generato profitti illeciti per circa 2 milioni di euro. Ancora più pesante il danno per l’Erario: tra accise, Iva e dazi doganali, si superano i 2,5 milioni di euro sottratti allo Stato.

Sei arresti e carcere a Carcere di Rebibbia

L’operazione si è conclusa con sei arresti: un cittadino moldavo e cinque ucraini, individuati tra autisti e addetti alla logistica. Su disposizione della Procura di Tivoli, per tutti si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Il tir, il materiale e il capannone sono stati posti sotto sequestro, chiudendo una filiera che riforniva in modo capillare il mercato illegale della Capitale e della sua provincia. Una rete ben organizzata, tradita da un dettaglio apparentemente insignificante.

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