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A Capestrano rinvenuta tomba di un neonato del VI secolo a.C.

Sabato 8 luglio 2017 dagli archeologici di Chieti. L’intera popolazione del paese abruzzese ha assistito all’evento.

L’8 luglio 2017 Tonino D’Alfonso sindaco di Capestrano e la dottoressa Oliva Menozzi docente di archeologia classica all’Università D’Annunzio di Chieti hanno aperto la tomba di un neonato risalente al VI secolo a.C.

Oliva Menozzi

L’importante evento si è svolto alla presenza di un numeroso pubblico nel museo storico creato nell’interno del Castello Piccolomini di Capestrano. La minuziosa operazione per cercare in mezzo alla mescolanza di terriccio è durata diverse ore e la dottoressa Menozzi si è avvalsa della collaborazione di studenti della sua Università.

Ad attribuire che il reperto, ritrovato nella zona di Capo d’Acqua di Capestrano nei primi giorni di luglio, si tratti di una tomba di un neonato, ha spiegato la Dottoressa Menozzi sono stati i due coppi sovrapposti che tanti secoli fa erano in uso per la sepoltura di neonati. Oggi i coppi sono usati per la copertura dei tetti dei fabbricati.

L’ultimo reperto trovato di questo mese a Capestrano fa parte di una serie di ritrovamenti iniziati dal 1934, quando Michele Castagna, arando il suo terreno trovò il famoso Guerriero di Capestrano, diventato il simbolo dell’Abruzzo nel mondo.

Gli scavi archeologici a Capestrano sono il risultato della cooperazione di tante forze e e della collaborazione operante per valorizzare un territorio: Comune e Pro-Loco di Capestrano, Università di Chieti, Università di Oxford.

La serata è proseguita degustando le specialità tipiche abruzzesi nello splendido scenario del Castello Piccolomini.

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