A Centocelle i cittadini fanno uscire dall’oblio il tram Saxa Rubra-Togliatti-Laurentina

A dieci anni dalla delibera 37/06 riuscita manifestazione al Parco Madre Teresa di Calcutta
di Aldo Pirone - 14 Marzo 2016

Anche il cielo ha mostrato il suo favore per il Tram Saxa Rubra-Togliatti-Laurentina. Una giornata limpida e un sole caldo hanno illuminato i partecipanti alla manifestazione che al mattino di sabato 12 marzo 2016 si è svolta al Parco Madre Teresa di Calcutta a Centocelle per celebrare i dieci anni della delibera 37/06.

La delibera d’iniziativa popolare, di cui su questo giornale si è pubblicato molto nei giorni e negli anni scorsi, fu approvata, come è noto, all’unanimità dal Consiglio comunale il 6 febbraio del 2006. Dava il via libera a una progettazione partecipata per la realizzazione di un’infrastruttura tranviaria strategica, di grande rilevanza per Roma e per le sue periferie interne al GRA nel quadrante nord-est-sud.

9187_1049213071767723_1848545341740858974_nCentinaia di persone hanno raggiunto a piedi o in bicicletta, come da programma, il Parco dove gli organizzatori hanno ricordato le molteplici funzioni del “Tram dei desideri”. La funzione trasportistica a rete perché incrocerebbe tutte le linee radiali su ferro che da nord a est e a sud penetrano l’urbe verso il centro.

Trattasi di ben cinque linee di ferrovie regionali: Fl 1-2-4-6-7 più la Roma-Viterbo, quattro linee di metropolitana (A, B, B1 e C), due tram, Prenestina e Termini-Centocelle. La funzione di raccordo con i grandi Parchi: la Riserva naturale della Marcigliana, il Parco delle Sabine, il Parco Talenti, il Parco Petroselli, il Parco Urbano di Aguzzano, la Riserva  naturale della Valle dell’Aniene, il Parco Giovanni Palatucci (Tor Tre Teste), il  Parco di Centocelle, il Parco degli Acquedotti e quello che lo comprende dell’Appia antica, tutti ricchi anche di presenze archeologiche e storiche di grande valore.  Inoltre, come emerso nella manifestazione animata e colorata da tanti ciclisti presenti, il tram potrebbe sposarsi bene con la bike, avendo accanto una pista ciclabile che sarebbe un pezzo importante del GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Biciclette) di cui si va discutendo e progettando in questi mesi.

fotoconbicicletteMolti gli interventi durante l’incontro popolare che hanno posto l’accento sulla molteplicità delle benefiche valenze di questa grande opera, grande per i suoi significati più che per i suoi costi, a differenza di tante altre opere che sono grandi per i costi spropositati indotti dalla corruzione.

Da Vito de Russis, presente con la sua associazione in difesa dei pedoni, a Vittorio Sartogo rappresentante di C.a.l.m.a., dal presidente del Comitato di quartiere Quarticciolo Umberto de Felice a Silvio Talarico pubblicista, da Elio Graziani presidente del Comitato di quartiere Osteria del Curato che ha fatto da “maître” dell’assemblea, a tanti altri rappresentanti delle associazioni e comitati aderenti all’iniziativa che ha avuto anche il Patrocinio dei Municipi V e VII e l’adesione del IX tramite il consigliere piddino Francesco De Noia.

arringatoreMarcello Paolozza, che fu, insieme all’allora coordinatore della Comunità Territoriale dell’ex X Municipio Fabio Depino presente all’iniziativa, il primo dei quasi undicimila firmatari della delibera d’iniziativa popolare nel 2005, ha evidenziato il dispositivo partecipativo della delibera 37/06. Un aspetto che non sempre è reso evidente mentre è estremamente importante, perché coinvolgerebbe la cittadinanza nella progettazione dell’infrastruttura facendola nascere bene e non storta, come l’attuale sedicente corridoio di mobilità su viale Togliatti, altrimenti ribattezzato dai cittadini  “corridoio Tafazzi”. Nascerebbe dritta, da un confronto alla luce del sole e da una condivisione che la metterebbe così al riparo, anche in fase di realizzazione, dalle “mazzette” corruttive che, molto spesso, infestano le opere pubbliche nella nostra città.

Dario Piermarini, portavoce del “Settimo biciclettari”, dal canto suo, ha messo in rilievo la sinergia del tram con la bicicletta. Nel quadro trasportistico cittadino, ha sottolineato, è stata sradicata nei decenni passati molta parte della maglia tramviaria che era presente a Roma. E proprio nei quartieri periferici come Cinecittà e verso i Castelli. Questa tranvia da Saxa Rubra a Laurentina sarebbe un esempio forte di come la “mobilità dolce” può avvalersi di quella più “ferrea” del tram.

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Stefano Fassina

Molte le presenze politiche. Da Sel al M5s con la consigliera del VII Municipio Monica Lozzi, dal PD presente con la consigliera Valeria Vitrotti e l’assessore Franco Morgia sempre del Municipio VII a Sinistra Italiana presente con il suo candidato sindaco Stefano Fassina che ha salutato i partenti a Piazza Cinecittà. E molti altri.

La bella giornata di mobilitazione e di lotta è stata conclusa dal coordinatore della Comunità Territoriale del VII Municipio Maurizio Battisti.
“Dieci anni fa fu complicato raccogliere tutte quelle firme ma era molto sentito dalla gente – ha detto – Dall’approvazione della delibera, il 6 febbraio 2006, ci sarebbe voluto solo un mese per avviare il processo partecipativo, invece sono passati 10 anni di nulla.

Maurizio Battisti

Maurizio Battisti

Oggi, e siamo al 2016, non vogliamo recitare un de profundis ma dare nuovo vigore al progetto e all’azione”.
Infatti, gli organizzatori si apprestano a chiedere un incontro a tutti i candidati sindaco per ottenere impegni precisi e vincolanti sull’attuazione della delibera 37/06.

Se questo tram si farà, bisognerà intitolarlo, come ha proposto Walter Tocci anche lui aderente alla manifestazione, al grande urbanista Italo Insolera che ne fu strenuo, ma inascoltato, propugnatore.

Alla fine gli organizzatori erano più che soddisfatti della riuscita dell’appuntamento. “Lo scopo – dicevano – l’abbiamo raggiunto: riportare all’attenzione politica un grande progetto su cui era sceso un silenzio di tomba”.

Anche il TG3 ne ha dato notizia. Una cosa è certa: con questa rinnovata mobilitazione il tram è uscito, se non dal deposito, almeno da un oblio cui era stato consegnato dall’insipienza e dalla corta veduta politica e amministrativa, dominanti in Campidoglio in quest’ultimo decennio.

Insomma più che una commemorazione della delibera defunta, la manifestazione è stata una resurrezione. Molto appropriata alla Pasqua incombente.

Serenella

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  1. vito de russis


    SI, oggi l’attenzione dell’originaria tranvia Fidene – Laurentina 38 è rivolta sul ferro che dovrebbe incrociare (che, preso atto della conclamata “emergenza da traffico” – DPCM 4.8.2006 – e della consolidata fase di “razionalizzazione” – riduzione di circa il 30% dell’offerta del TPL – assume il ruolo di un’autentico atto rivoluzionario sulla mobilità cittadina); sui parchi che vengono resi accessibili e, quindi, possono rendersi vivibili; sul contributo positivo che darebbe alla sicurezza stradale del GRAB (grande racccordo anulare biciclette).
    Ma ieri – dalla fine degli anni 50 del secolo scorso – qual’era l’autentica e fondamentale attenzione sulla realizzazione della tranvia Fidene – Laurentina 38? Le CASE. Quelle popolari dell’IFACP, Istituto Fascista Autonomo Case Popolari – la cui prima fase si era conclusa nel 1943 con la Borgata Quarticciolo – facevano nascere le “Borgate in periferia”, nettamente separate dalla Città. Diverse decine e decine di persone, dalla fine dei citati anni 50, lavorarono alla preparazione del PRG 1962 (Piano Regolatore Generale, approvato nel 1965). Questo PRG 1962, oltre alla opzione zero dei baraccati (dalla baracca alla casa popolare), prevedeva una popolazione romana di 5milioni di abitanti. Non solo. Prevedeva l’integrazione, anche fisica, reale, delle nuove case di edilizia economica e popolare con il “Sistema Direzionale Orientale, SDO” attraverso n. 7 linee metropolitane (ivi compresa la linea D, metro leggera, Fidene – Laurentina 38, – oggetto della manifestazione del 12 marzo scorso). Intanto, nello stesso 1962, veniva emanata la Legge n. 167 che indica il suolo necessario per il PEEP (Piano Edilizia Economica e Popolare del 1964 con i suoi n. 70 PZ (Piani di Zona), da 1 a 70. L’approvazione del PRG del 1965 insieme alla legge 167 permette (agli amministratori Urbano Cioccetti, Amerigo Petrucci e Glauco Della Porta) la costruzione di Spinaceto (circa 2,5 milioni di mc di cemento). La conta dei n. 70 PZ parte, in senso orario, da Fidene: …. PZ 7, Vigne Nuove; ….. PZ 38, Laurentina; …….PZ 61, Corviale; ecc……. La strada che ospita questa “gomena ferrata” di oltre 25 km di lunghezza – che corre tra due ariose muraglie di abitazioni di edilizia economica e popolare e che attraversa/spacca lo SDO – la stiamo chiamando Togliatti, Saragat, Pertini, Segni, ……. I tempi dei bisogni non coincidono mai con i (lunghi) tempi burocratici. Nel nostro caso, i bisogni del tetto giustificano la costruzione abusiva che, con la variante del 1978, viene gestita sotto la voce “Zone O, nuclei di edilizia abusiva”; risolve il problema della casa ma contribuisce a rendere più complicata la realizzazione del PRG ’62. Alla complicanza partecipa anche il “fuori PRG” pubblico (esempio: il famigerato Ministero della Sanità alla Magliana). Ma la complicanza principale e di base deriva dalla proprietà pubblica della stragrande superficie dello SDO che i “Palazzinari”- abituati a governare la città di Roma – percepiscono con un certo “disagio” e, quindi, ……… .Intanto viene acquisita dal pubblico (65 miliardi di lire) l’area privata e .
    viene costruita la sede per la Metro D (Tram), tra Fidene e Bufalotta (i viadotti dei presidenti); viene costruita la Togliatti tra Ponte Mammolo e Cinecittà. Nel 1994 inizia a Roma la lunga campagna della “Cura del ferro” nella “Carta delle certezze” e viene passato il testimone (2001) alla giunta amica che mentre ospita (giugno 2005, Fiera di Roma) il 56° congresso mondiale dell’UITP, insiste nel chiedere al Governo p.t,. la dichiarazione a Roma dell’emergenza da traffico ed inquinamento, da invivibilità. E’ la scintilla che attiva gli anticorpi dei romani e parte la Proposta di iniziativa popolare che verrà votata alla unanimità il 6 febbraio 2006 dal Consiglio Comunale. A tale importante evento segue il citato DPCM 4.8.2006,dell’emergenza da traffico, firmato da ben tre presidenti del Consiglio dei Ministri (Prodi, Berlusconi, Monti). Concludendo. Quella linea metro D di trasporto pubblico – Fidene – Laurentina – va realizzata perchè è nel diritto di tutti gli abitanti delle case popolari e delle cooperative del PEEP 1964; perchè è nell’interesse della vivibilità e della “convivenza civile” degli abitanti di Roma.

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