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Centocelle Melting Pot

Uno studio che è un racconto, story telling sui suoi cittadini venuti da lontano
A. M. - 18 Maggio 2021

Un viaggio attraverso lo spazio, geografico ed umano. Uno studio sociale, ma anche un esperimento di comunicazione diretta ed informale. Infine, uno strumento di lavoro e di ricerca (tanto che ha il suo bel codice Isbn). Il centenario di Centocelle ci porta un bel libro, Centocelle Melting Pot. Lo hanno scritto per l’associazione CentRocelle, Andrea Martire, il presidente, Valerio Magi, il vice presidente, e David Kieron Magill, lo scozzese di Via degli Ontani. Di che cosa parla? Di persone, di vite, di umanità e di mondo.

Proprio lo scozzese, biologo molecolare, ha avuto l’idea, vivendo sulla sua pelle la condizione di foreign. “Sembra quasi che i cittadini che vengono da altri Paesi non esistano, o che siano numeri buoni solo per i tg della sera. Invece sarebbe interessante sapere chi sono, da dove vengono, da cosa sono scappati, in alcuni casi”. L’idea è diventata un libro, che impreziosisce questo strano centenario. “Sapere da dove viene una persona può arricchire le relazioni con essa, renderle più facili. È una questione di conoscenza e di umanità”, suggerisce correttamente Valerio Magi.

“Abbiamo voluto superare la categoria del noi/loro, non volevamo proporre l’ennesima teoria sociologica. Ci interessava raccontare le persone, i loro sentimenti, le loro paure. E volevamo, per una volta, capovolgere la relazione; facciamo spiegare come siamo noi, può essere utile a tutti”, conclude Andrea Martire.

Il libro è un viaggio nella conoscenza, nell’alterità culturale. Ci sono le interviste a 20 cittadini centocellini venuti da lontano più il mitico Orazio dell’omonimo bar, che sta lì dal 1956 e che quindi le ha viste davvero tutte. Forse è meno noto ma a Centocelle ci sono anche cittadini “occidentali”; tedeschi, francesi, europei. Persone che non fuggono ma si sono fatte portare dalla vita. Sono mamme, lavoratori, professionisti. Cittadini che lavorano, mandano i figli a scuola, pagano le tasse, spesso votano. E che hanno una visione, civica e politica, che merita di essere resa nota. Lo scopo del libro è proprio questo, raccontare per far conoscere quello che la vita ha riservato per tutti.

Per facilitare la comprensione di fenomeni complessi la pubblicazione è dotata di ricche mappe di Alex Giuliani, perché la geografia aiuta sempre nella comprensione. In più, sono presenti le illustrazioni della brava Michèle Forgues, parigina doc di Centocelle, che ha messo la sua arte a disposizione dello story telling.

I collaboratori impreziosiscono il già ricco impianto letterario; l’antropologo Carlo Nobili ha curato la prefazione dando un elemento di scientificità, il giornalista Marco Agostini ha prodotto la postfazione. Nota a margine: tutti coloro che in qualche modo hanno collaborato sono cittadini di Centocelle. Praticamente una pubblicazione a km 0.

Ma non finisce qui; Centocelle Melting Pot, per parlare a tutti, è diviso in due parti (e in due lati); uno in italiano, l’altro in inglese, per essere davvero internazionali. Il libro è pubblicato da CSV, Centro Servizi per il Volontariato. La prima presentazione è prevista per venerdì alle ore 15 direttamente dalla pagina Facebook Associazione CentRocelle, nell’ambito del programma ufficiale del Festival delle Periferie, mentre una prima data certa per vedere gli autori dal vivo è fissata per il giorno 11 giugno presso “Centro Incroci”, in Via delle palme 158, dove un tempo c’era “La Pecora Elittrica”.

Per info, richieste di copie, approfondimenti e curiosità vi rimandiamo direttamente alla pagina facebook dell’associazione o alla loro email: info@associazionecentrocelle.it

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