Cimitero ebraico: “A due anni dalla profanazione, il Comune ancora latitante”

Lo dichiara Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia e vice presidente dell’Assemblea Capitolina
Redazione - 11 Aprile 2019

“Sono trascorsi circa due anni dal 12 maggio 2017 da quando, all’interno del Cimitero del Verano, sono state profanate ottanta tombe nel settore ebraico, di cui molte appartenevano a bambini i cui familiari hanno perso la vita da deportati nei campi di concentramento.
Una vergogna in quanto il rispetto per i defunti dovrebbe essere alla base di ogni società che si definisce civile.

Il Comune di Roma si era impegnato ad effettuare l’intervento di restauro delle tombe e il ripristino di tutta l’area interessata, ma a tutt’oggi nulla è stato fatto e le lastre tombali e i marmi sono ancora spezzati e divelti in terra, a parte alcune che sono state rimesse in sicurezza a proprie spese dai parenti dei defunti.

“Eppure la Memoria di Giunta n. 83 del 20 dicembre 2017, avente come oggetto “Interventi di recupero decoro in seguito a profanazione di tombe nel Cimitero del Verano”, impegnava l’Assessore all’Ambiente ad attivarsi affinché si provvedesse ad ogni utile iniziativa per l’esecuzione dei necessari interventi per il ripristino delle condizioni di decoro e tutela delle aree interessate dall’atto di profanazione.
L’allora assessore all’Ambiente era Pinuccia Montanari, che dall’8 febbraio scorso si è dimessa e non è ancora stata sostituita, ma visto che le deleghe sono passate in mano al Sindaco Raggi, ci chiediamo che cosa aspetti a provvedere con urgenza attivando tutte le procedure necessarie per il risanamento delle tombe profanate.

Siamo di fronte all’ennesimo caso di inettitudine dell’Amministrazione pentastellata, solo che in questo caso la vergogna è maggiore in quanto tocca una sfera delicata come la memoria dei defunti che attendono ancora che gli sia resa la loro dignità”.

Lo dichiara Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia e vice presidente dell’Assemblea Capitolina.


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